03 luglio 2018 - 06 luglio 2018

Venezia è Architettura in occasione della 16a Mostra Internazionale di Architettura

Itinerario in 4 giorni

“Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia. Per distinguere le qualità delle altre, devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia”.

Così Marco Polo, nelle ‘Città Invisibili’ di Italo Calvino, si rivolge a Kublai Kan, l’imperatore dei tartari, che ascoltando le relazioni di viaggio del veneziano a proposito dei luoghi visitati nelle sue ambascerie, si stupisce che il nome di Venezia non compaia mai: “e di che altro credevi ti parlassi?” risponde Marco.

Venezia è infatti molte città, una citazione continua di influssi culturali, echi di mondi lontani, suggestioni raccolte durante lunghi viaggi e reinterpretate con armonia ed eleganza su pietre che ora ci parlano con linguaggi diversi.

Insieme alla visita della Biennale Architettura, ci ritaglieremo uno spazio per approfondire l’arte e l’architettura di Venezia dal gotico al barocco accompagnati da un architetto e proseguendo per un percorso che arriva fino agli interventi più contemporanei percorrendo il Miglio dei Musei, soffermandoci alla Fondazione Guggenheim e a Punta della Dogana.

Ammireremo insieme le forme ed i profili di questa bella donna, che si specchia vezzosa sull’acqua della laguna, consapevole di sfidare il passare del tempo, mostrando un fascino che sempre si rinnova, ed esprimendo lo stesso antico desiderio di stupire lo sguardo del viaggiatore.

Il nostro percorso ci porta a sfogliare documenti di pietra in una città che, come una bella donna, si compiace di specchiarsi nell’acqua della laguna, moltiplicando lo stupore negli occhi di chi la ammira. Una città metafisica già alla sua origine, in cui prende forma un progetto visionario: l’impianto su una zona paludosa ed inospitale di fondamenta conficcate nel fango su cui far galleggiare case e palazzi, realizzando un sistema di vie d’acqua collegate tra loro da centinaia di ponti.
Venezia è molte città insieme, non soltanto per quello che raccontano le pietre o le raccolte di opere d’arte che riempiono i suoi palazzi o le chiese, ma soprattutto perché mantiene da secoli una forza evocativa che agisce potente, sigillando equilibri impensabili. In questo spazio l’architettura ha riscritto i suoi ordini stilistici, perché da un lato all’altro di un canale potessero dialogare palazzi dalle pulite forme gotiche o rinascimentali, con altri in cui gli ornamenti, estremamente raffinati e ridondanti, suggerivano il gusto orientale o ricordavano un passato ricco di influssi culturali multietnici. In questo melting pot della cultura europea e mediterranea, la storia ha depositato stratificazioni ed intrecci straordinari di innovazione e tradizione, una miscela che ci regala oggi la possibilità di muoverci in uno spazio connotato da un’altissima concentrazione di prestigiose opere d’arte. I Maestri che, nei secoli passati, hanno concorso a disegnare la città unica e preziosa che vediamo oggi, hanno avuto a disposizione tutti i mezzi e le opportunità per seguire la loro ispirazione. Per questo possiamo ammirare, accanto ai palazzi del potere di cui colpiscono lo sfarzo e la maestosità, abitazioni private come Palazzo Contarini del Bovolo, in angoli nascosti e suggestivi. Qui delicati trafori di marmo e soluzioni architettoniche insolite trasformano elementi funzionali, come una scala, in un nastro di leggero merletto che si srotola all’esterno, disegnando una stupenda fuga di colonnine.
Insieme alla Biennale di Arte ed Architettura, il ‘Miglio dei Musei’, nel sestiere di Dorsoduro, ci permetterà di concentrare la nostra attenzione sulle opere che la città custodisce, confermando la sua vocazione a svolgere un ruolo centrale nel panorama artistico contemporaneo. Il privilegio di progettare o di esporre in una città come Venezia, ha richiamato e richiama tutt’ora nomi importanti del mondo dell’arte e dell’architettura, ma per alcuni di loro il talento e l’ispirazione si è nutrito della forza e della luce di questa città, in cui sono nati e vissuti.  Venezia, dunque, risuona di echi di mondi lontani in una citazione continua di influssi culturali, suggestioni raccolte durante lunghi viaggi e reinterpretate con armonia ed eleganza su pietre che ora ci parlano con linguaggi diversi. Un luogo che andremo a scoprire per sottrazione, isolando dettagli ed approfondendo una lettura che, dovendo aderire ad un testo complesso, ci regalerà cambiamenti di prospettiva e lo svolgimento di un filo ideale, per legare insieme l’unicità e la bellezza che ci accompagneranno per tutto il nostro soggiorno veneziano.

 

PROGRAMMA DETTAGLIATO:

Giorno 1°
Arrivo a Venezia

Arrivo a Venezia con mezzi propri e sistemazione in Hotel o Foresteria.
Cena libera.

 

Giorno 2°
Dall’Arsenale alla città: la Mostra Internazionale di Architettura

In mattinata ci recheremo all’Arsenale, dove anche quest’anno si svolge uno degli appuntamenti più seguiti in città e insieme una delle rassegne più prestigiose ed importanti al mondo: la 16a edizione della Mostra Internazionale di Architettura.
La Biennale di Venezia nasce nel 1895 come prima esposizione di arte contemporanea, al fine di promuovere le nuove tendenze e stimolare così il mercato dell’arte. È solo nel 1980 che a questa rassegna (che avviene ogni due anni, alternando l’edizione dedicata all’arte a quella di architettura) si aggiunge la Biennale Architettura, destinata a diventare, fin dalle prime edizioni, un appuntamento molto atteso non solo dagli addetti ai lavori. Questa esposizione ha permesso l’apertura al pubblico di uno spazio molto suggestivo della città: le Corderie dell’Arsenale, occasione impagabile che offre al visitatore un’esperienza diretta e ‘tattile’ dell’architettura.

“Un’esposizione con l’architettura e non sull’architettura”, come sottolineò l’ideatore della prima edizione, Paolo Portoghesi.
Il titolo della 16a edizione sarà Freespace, un titolo che  abbraccia la libertà di immaginare lo spazio libero di tempo e memoria, collegando passato, presente e futuro, costruendo sulle stratificazioni della nostra eredità culturale, legando l’arcaico e il contemporaneo.
Il tema della 16a edizione sarà Freespace ed ha l’obiettivo di presentare al pubblico esempi, proposte, elementi – costruiti o non costruiti – di opere che esemplificano le qualità essenziali dell’architettura; la modulazione, la ricchezza e la materialità delle superfici, l’orchestrazione e la disposizione in sequenza del movimento, rivelando le potenzialità e la bellezza insite nell’architettura.
La mostra avrà una presenza spaziale e fisica su una scala e con caratteristiche tali da avere un forte impatto sul visitatore, comunicando la complessa natura spaziale dell’architettura.
L’esposizione propone un coinvolgimento emotivo e intellettuale dei molti visitatori che verranno alla Biennale, per comprendere l’architettura, stimolare il dibattito sui valori centrali dell’architettura e celebrare il contributo reale e duraturo che l’architettura offre all’umanità.

Pranzo alla Serra dei Giardini della Biennale, un elegante spazio liberty edificato nel 1864 con lo scopo di dare riparo, in un tepidarium di vetro e ferro, alle piante che decoravano la coeva Esposizione Internazionale d’Arte. Dopo un accurato restauro, il Comune di Venezia ha restituito lo spazio alla sua funzione originaria e rilanciato la sua fruibilità pubblica attraverso interessanti proposte didattiche, con laboratori di botanica, attività culturali ed educative a contenuto naturalistico.

’architettura a Venezia, dal gotico al barocco. Parleremo del gotico veneziano con la facciata di Palazzo Ducale, tra gotico e Rinascimento alla Chiesa di San Zaccaria fino ad arrivare al rinascimento romano in Piazza San Marco: la Zecca, la libreria Sansoviniana e la Loggetta.

 

Cena in ristorante. Pernottamento in Hotel/Foresteria.

 

Giorno 3°
Il miglio dei musei: lungo un millennio di storia dell’arte mondiale

Prosegue la scoperta degli stili architettonici in compagnia di uno storico dell’architettura tra Rinascimento e Barocco: da San Giorgio e la chiesa del Redentore in Giudecca, opera di Andrea Palladio, fino ad arrivare alla Basilica della Salute progetto del Longhena.

Siamo all’estremità orientale del sestiere di Dorsoduro, a Punta della Dogana o Punta da mar, un luogo strategico da cui è possibile godere di una apertura di orizzonte sul bacino di San Marco da una prospettiva che sembra la prua di una nave e permette, con un colpo d’occhio, di abbracciare con lo sguardo a 360 gradi, la Piazza San Marco e le isole di San Giorgio e della Giudecca. I veneziani amano venire a prendere il fresco nelle notti estive qui, dove è possibile ammirare la luce del tramonto battere con incredibili sfumature di rosso e oro i palazzi e le chiese che affacciano sulla laguna. Nel XV secolo la Repubblica Serenissima trasferì qui la sede della Dogana, prima collocata all’Arsenale. L’edificio, opera dell’architetto Giuseppe Benoni, fu completato nel 1682 ed è caratterizzato da una pianta triangolare da cui si innalza una torre sovrastata dalla Palla d’Oro, una sfera di bronzo dorato sostenuta da due Atlanti, su cui poggia una statua della Fortuna che ruota con la direzione del vento. Nel 2007 il collezionista francese François Pinault si è aggiudicato il bando indetto dal Comune per la creazione di un centro d’arte contemporanea in quest’area. L’imponente complesso è stato restaurato dall’architetto giapponese Tadao Ando e dal giugno del 2009 la città ha potuto così riappropriarsi di quest’area di grande prestigio. Arricchito il suo patrimonio culturale con il lavoro di artisti e curatori, Venezia ha così rafforzato la sua connessione con il circuito internazionale dell’arte contemporanea. Una visita guidata alle opere esposte a Punta della Dogana potrà essere un’interessante occasione per approfondire alcuni dei temi con cui già ci saremo confrontati durante la visita alla Biennale.

Light lunch.

Da qui nasce il percorso de il ‘Miglio dei Musei’, una passeggiata lungo il Canal Grande, che va dalle Gallerie dell’Accademia a Punta della Dogana. Itinerario che riassume la storia della città attraverso le sue più importanti collezioni d’arte, dal 1200 ai giorni nostri. Con una guida, visiteremo la Fondazione Guggenheim, uno dei luoghi simbolo dell’arte del ‘900. Peggy Guggenheim fu un’importante collezionista e mecenate, che influenzò il mercato dell’arte moderna e contemporanea mondiale. Espose per la prima volta in Italia la sua collezione proprio alla Biennale del 1948 e, nello stesso anno, si trasferì, con il suo patrimonio di capolavori, a Palazzo Venier dei Leoni, restandovi fino alla sua morte, avvenuta nel 1979 all’età 81 anni. Il museo espone alcune delle opere dei più importanti artisti del XX secolo, tra cui Picasso, Duchamp, Brancusi, Kandisky, Pollock, per citarne solo alcuni. Una selezione che annovera alcuni dei capolavori delle correnti artistiche che hanno espresso la complessità del ‘900, come Cubismo, Futurismo, Pittura Metafisica, Surrealismo ed Espressionismo Astratto americano, plasmando il gusto e la sensibilità delle giovani generazioni di artisti che hanno poi inaugurato il nuovo millennio. Palazzo Venier dei Leoni, la casa in cui Peggy visse fino agli ultimi anni della sua vita, oltre che della sua collezione privata è sede di mostre temporanee che ogni anno richiamano migliaia di visitatori. L’edificio, conosciuto in città come l’Incompiuto, fu progettato per la famiglia Venier dall’architetto Lorenzo Boschetti nel XVIII secolo, con l’ambiziosa aspirazione di seguire l’impronta lasciata in città da maestri come il Palladio e il Longhena, ma problemi finanziari bloccarono la costruzione quando era stato realizzato solo un piano della grandiosa opera. Diverse sono le ipotesi che spiegano il significato del suo nome. La più probabile è legata alla presenza nella facciata di alcune sculture rappresentanti leoni, ma esiste una leggenda popolare secondo cui i Venier avrebbero tenuto un leone nel loro giardino.

Cena in ristorante. Pernottamento in Hotel/Foresteria.

 

Giorno 4°
Una scala che è un’architettura

Ci spostiamo in una zona un po’ nascosta di Venezia, attraversando strette calli e caratteristici campielli fino ad arrivare al Palazzo Contarini del Bovolo, da poco riaperta al pubblico. Il Palazzo, inizialmente proprietà della famiglia Morosini, fu costruito intorno al 1300 ma diventò Contarini in un secondo momento, portato in dote da Caterina Morosini quando sposò Zuanne Contarini. Verso la fine del 1400, fu abbellito da una deliziosa scala a chiocciola voluta da Pietro, figlio di Zuanne. Appoggiata all’edificio fu eretta una torre traforata con giochi di contrasto fra vuoti e pieni in cui il bianco abbagliante della pietra d’Istria, temperato dal rosso-bruno dei mattoni, potenzia lo slanciato movimento dello sviluppo elicoidale. Da allora Palazzo Contarini diventa Contarini del Bovolo, per richiamare anche nel nome l’importanza di questa eccezionale struttura a forma di chiocciola, che svetta tra i tetti della città superando in altezza molti dei palazzi veneziani.

Pranzo libero, nel pomeriggio rientro alle città di provenienza.

 

QUOTAZIONE IN PREPARAZIONE