15 settembre 2019 - 22 settembre 2019

UZBEKISTAN verso Samarcanda

Itinerario in 8 giorni

La Repubblica dell’Uzbekistan, che occupa il territorio anticamente noto con il nome di Transoxiana, possiede il più ricco patrimonio storico e culturale tra i paesi dell’Asia Centrale.

Di qui passava la celebre Via della Seta e ancor oggi città antichissime e monumenti architettonici unici restano a testimonianza di un passato importante. La storia dell’Uzbekistan ha più di 2500 anni. Situata in posizione strategica lungo le rotte carovaniere, la regione rivestì un ruolo di primo piano nell’ambito di civiltà diverse pur mantenendo abbastanza costanti, nel corso dei secoli, strutture sociali, usi e costumi. Anticamente qui si trovavano le satrapie persiane di Battriana, Corasmia e Sogdiana. Nel IV sec. a. C. passò attraverso questi luoghi Alessandro Magno che sposò Roxana, la figlia di uno dei capi locali. In successione fiorirono l’Impero di Kushan e diversi regni: dei seleucidi, dei parti e quello di Kharazm, la dinastia persiana dei samanidi con capitale Bukhara, l’Impero di Timur (Tamerlano) con capitale la leggendaria Samarcanda e, in epoca più recente, l’Emirato di Bukhara e i khanati di Qoqand e di Khiva. Nel VII-VIII sec. lo zoroastrismo, ampiamente diffuso nella zona, fu soppiantato dall’islamismo.

Con la scoperta della via marittima per l’India e la Cina, la Via della Seta decadde e la regione perse la sua importanza economica e strategica trovandosi fuori dallo sviluppo mondiale. L’annessione dell’Asia Centrale alla Russia zarista (1860) legò il Turkestan alla Russia dal 1890 al 1917. Nel 1924 il Turkestan fu diviso nelle repubbliche sovietiche nazionali: milioni di uzbeki, kazakhi, kirgyzi, tagiki e turkmeni furono separati in altrettanti stati che, a seguito della dissoluzione dell’URSS, divennero indipendenti. Oggi, ognuna di queste repubbliche, sta tentando, a modo proprio di imboccare la via di uno rapido sviluppo, tra equilibri e confini incerti.

L’Uzbekistan, situato nell’antica culla formata dai fiumi Amu-Darya e Syr-Darya, è il paese più affascinante della regione, ospitando città che sono veri e propri musei all’aria aperta.

Khiva, la splendida città carovaniera ancora racchiusa dalle possenti mura d’argilla, Bukhara, antichissimo centro religioso e culturale, Samarcanda, la leggendaria capitale dell’Impero di Tamerlano, città mito di cui Alessandro Magno disse: “Tutto quello che ho udito di Marakanda è vero, tranne il fatto che è più bella di quanto immaginassi”.

I centri storici delle tre città che costituiscono il motivo del nostro viaggio sono tutti inseriti nella lista dei luoghi Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Viaggiare in Uzbekistan è un po’ come salire su una “macchina del tempo”: i monumenti architettonici ci fanno tornare indietro nei secoli permettendoci di “toccare” la Storia.

Abbiamo strutturato la nostra proposta di viaggio ottimizzando i trasferimenti interni per dare maggior spazio alle città e avere maggior tempo a disposizione da dedicare alle visite.

Usufruiamo di un volo interno da Urgench (Khiva) a Bukhara e del treno veloce Afrosiab da Samarcanda a Tashkent che ci permette di dimezzare il tempo del viaggio e ci dà l’opportunità di assaporare un po’ di vita locale.

 

PROGRAMMA DETTAGLIATO:

1° giorno  (domenica)

Partenza da Milano Malpensa in serata e arrivo a Urgench la mattina del giorno seguente

Partenza attorno alle 20.45 da Milano Malpensa con volo di linea Uzbekistan Airways diretto a Urgench, dove si arriva al mattino del giorno successivo. Pernottamento a bordo.


2° giorno  (lunedì)

Escursione alle antiche fortezze della Corasmia. Nel pomeriggio visita di Khiva

Arrivo all’aeroporto di Urgench alle 05.15, disbrigo delle formalità doganali e di controllo. Accoglienza in aeroporto da parte di un rappresentante del nostro corrispondente e della guida locale e trasferimento a Khiva distante 40 chilometri, dove si giunge dopo circa un’ora. Camere subito disponibili per rinfrescarsi  dopo il volo notturno e prima colazione in hotel.

A metà mattinata partenza per la visita alle fortezze della regione di Khorezm (Corasmia), che impiega circa 2 ore di viaggio.

Il regno di Corasmia, che si estendeva fino all’odierno Turkmenistan settentrionale, si sviluppò sulla pianura lungo il corso inferiore dell’Amu-Darya, sul ramo settentrionale della Via della Seta, e per migliaia di anni costituì un’importante oasi di civiltà in mezzo ai deserti dell’Asia Centrale. A nord-est di Khiva, nella regione del Karakalpakstan meridionale, si trovano ancora le rovine di molte città e fortezze dell’antica Corasmia, alcune delle quali risalenti a ben più di 2000 anni fa. Il nome tradizionale di questa zona è Elliq Qala, che significa “Cinquanta Fortezze”.

Le fortezze, interamente realizzate in argilla, si stanno lentamente sgretolando al sole cocente, ma i resti permettono ancora di farsi un’idea del grandioso sistema difensivo e delle singole imponenti strutture.

Visitiamo quella che riteniamo essere la più suggestiva e interessante delle fortezze: Ayaz Qala, che si sviluppa su tre livelli e che raggiungiamo dopo poco più di un’ora di viaggio. Il percorso attraversa campi coltivati a cotone e ortaggi. La fortezza si trova al margine del deserto Kyzilkum (sabbie rosse) vero e proprio. La visita implica una breve camminata; vi sono circa duecento metri di sentiero per raggiungere la parte alta del nucleo fortificato. Della fortezza  costruita in mattoni di terra asciugati al sole non restano che gli spazi perimetrali dei vari ambiti interni. Terminata la visita scendiamo ai piedi dei ruderi dove è stato allestito un campo di yurte, le tipiche tende dei nomadi dell’Asia Centrale, e pranziamo.

Rientro a Khiva. Nel pomeriggio iniziamo a conoscere questa città, da molti considerata la più suggestiva dell’Asia Centrale, senz’altro la più isolata delle oasi carovaniere uzbeke sulla Via della Seta. Secondo la leggenda la città fu fondata da Sem, figlio di Noè, che scavò un pozzo proprio dove sorge ora. Di sicuro abbiamo notizie del luogo fin dall’VIII secolo, quando Khiva era una piccola fortezza avvolta da poderose mura e una stazione commerciale ai limiti della Via della seta. Perse importanza quando, tra il X e il XIV secolo, capitale della zona divenne l’attuale Urgench, che fu distrutta a sua volta da Tamerlano. La città crebbe d’importanza di nuovo all’inizio del ‘500, quando divenne un importante mercato di schiavi, che per tre secoli segnò la sua storia. All’inizio del ‘700 il khan dell’epoca riuscì a sfuggire alla conquista russa di Pietro il Grande, cosa che invece non riuscì al suo successore nel 1873, quando l’esercito russo annesse definitivamente la città all’impero sovietico.

La parte antica della città (che è stata inserita dall’UNESCO nell’elenco dei luoghi considerati “Patrimonio dell’umanità” nel 1991) si chiama Ichan Kala ed è circondata da una lunga e possente cinta di mura di fango, lunghe 2,5 km su cui si aprono quattro porte. La più importante è quella occidentale, detta Ota 

Darvoza. Khiva in effetti non è una semplice città, ma un vero e proprio museo a cielo aperto: ha mantenuto integra la struttura urbanistica originale all’interno delle mura perimetrali, dove si concentrano la maggior parte dei monumenti. Si visita facilmente a piedi e tutto è a portata di pochi passi.

Ci addentriamo, quindi, nell’Ichan Kala, percorrendo i suoi vicoli tortuosi, visitando minareti, madrase, palazzi e moschee (l’ordine delle visite della giornata odierna e di quella seguente è puramente indicativo e potrà essere variato dall’accompagnatore e dalla guida locale al fine di ottimizzare le giornate). Entrando in città dalla Ota Darvoza, sulla destra, scopriamo uno dei simboli della città, il Kalta Minor, un immenso minareto rivestito di piastrelle turchesi che però appare interrotto di netto alla sua metà. L’edificio venne iniziato, nel 1881, da Mohammed Amin Khan, che nelle intenzioni voleva erigere una torre colossale, la più alta dell’Asia, ma il khan morì provvisamente e la costruzione fu quindi interrotta. Visitiamo la fortezza Kunya Ark, residenza dei sovrani, costruita nel XII secolo e successivamente ampliata. La tozza sporgenza presso l’ingresso è la prigione dei khan. All’interno dell’Ark si trova una moschea estiva, del XIX secolo, una bellissima moschea all’aperto con splendide piastrelle bianche e blu decorate con motivi vegetali. Accanto la vecchia zecca, oggi un museo. Proseguendo si entra nella sala del trono, dove i khan dispensavano giudizi. Da qui si può salire sui bastioni, avendo una bella vista sui tetti della città. Cena in hotel (Hotel Orient Star / Malika Khiva o Kheivak / Asia Khiva 3*) e pernottamento.

NB: Consigliamo di portare con sé una torcia, utile se si vuole fare una passeggiata notturna all’interno di Khiva, in quanto le stradine sono buie.

Pernottamento (Asia Khiva  )


3° giorno  (martedì)

Khiva, la città-museo raccolta all’interno di possenti mura d’argilla. In serata volo per Bukhara

La giornata è interamente dedicata alla visita di Khiva.

Uno degli edifici più affascinanti che vi si trovano, è senza dubbio la Moschea Juma (del Venerdì), caratterizzata da ben 213 colonne di legno che sostengono il tetto, imitando le antiche moschee arabe. Le poche colonne finemente intarsiate appartengono al colonnato originale, risalente al X secolo, mentre le altre, insieme al resto dell’edificio, sono del 1700.

A sud della Moschea Juma si trova un mausoleo molto sacro, che, per il suo incantevole cortile e le splendide decorazioni a piastrelle, è uno dei luoghi più suggestivi della città. Pahlavon Mahmud era un filosofo-poeta, oltre che un eccezionale lottatore, divenuto addirittura patrono di Khiva. All’interno, in un ambiente di stile persiano sormontato da una cupola turchese, si trova la tomba del khan Mohammed Rachim II, che regnò dal 1865 al 1910. Il sarcofago e le pareti della tomba di Pahlavon Mahmud, invece, sono decorate con bellissime piastrelle colorate. Per entrare, come sempre nei luoghi sacri musulmani, è necessario togliersi le scarpe.

Situata sulla parte sud del centro storico, si trova la Madrasa Islam Khodja, la più recente di Khiva, costruita nel 1910. Ospita al suo interno il piccolo, ma interessante Museo di Arti Applicate in cui sono esposti manufatti della Corasmia di epoche diverse: sculture in legno, manufatti in metallo, tappeti uzbeki e turkmeni, pietre scolpite e grandi vasi chiamati hum che servivano per conservare il cibo sottoterra. Accanto alla Madrasa s’innalza il bel minareto di Islam Khodja, il più alto di Khiva. Elegante nelle sue cromie ocra e inserti in ceramica policroma, svetta sulla città e lo si nota da ogni parte. E’ possibile salire in cima (a pagamento, il costo è di 1,40 Euro circa) per ammirare il panorama.

Nella zona nord-est della città visitiamo il Palazzo Tash Hauli, il cui nome significa “Casa di pietra”, che mostra forse le decorazioni più sontuose della città: piastrelle in ceramica, sculture di pietra e di legno. Il palazzo fu fatto costruire da Alla Kuli Khan tra il 1832 e il 1841, come alternativa molto più lussuosa alla fortezza Ark. Nel pomeriggio prevediamo un po’ di tempo libero per gironzolare lungo le vie in autonomia, cercare gli angoli più suggestivi per una foto o per fare qualche acquisto. Pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio trasferimento a Urgench e cena (presto) in ristorante.

Al termine, trasferimento in aeroporto l’imbarco sul volo diretto a Bukhara (21.10/22.10, orario soggetto a riconferma), la seconda città carovaniera sulla Via della Seta che visitiamo. Arrivo e trasferimento in pulmino privato in hotel (Hotel Omar Khayyam / Hotel Minzifa o similare 3*) per il pernottamento.

NB: E’ doveroso informare che il volo Urgench / Bukhara è operativo soltanto in alcuni giorni e nel corso dell’anno potrebbe subire variazioni e operare la sera oppure la mattina o potrebbe anche essere cancellato senza congruo preavviso.

Nel caso in cui il volo fosse la mattina non si effettuerà la visita alla Fortezza di Ayaz Kala, ma avremo più tempo da dedicare alla visita di Bukhara e ai suoi numerosi luoghi d’interesse.

Nel caso in cui il volo venisse annullato, Kel 12 provvederà a organizzare il trasferimento via terra attraverso il deserto del Kyzilkum senza costi aggiuntivi.


4° giorno  (mercoledì)

Bukhara, la città santa e punto d’incrocio delle vie carovaniere lungo la Via della Seta

Prima colazione. La giornata è interamente dedicata alla visita di Bukhara.

“Se Samarcanda è la meraviglia della terra, Bukhara è la meraviglia dello spirito”. Il centro storico e i dintorni offrono tanto, e l’essere considerata la città più sacra dell’Asia Centrale, emerge anche grazie a restauri che sono stati più attenti che in altri centri. Anch’essa è Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

La città ha vissuto vicende alterne, ma le sue gioie non sono state stravolte negli ultimi duecento anni, anche se il suo periodo migliore l’ha trascorso tra il IX e X secolo quando era capitale di uno stato, quello samanide, che prende nome da Ismail Samani, fondatore della dinastia cui è dedicato uno dei più antichi edifici islamici di Bukhara.

Più in generale, si è caratterizzata come “pilastro dell’Islam”, “nobile Bukhara”, cuore religioso e culturale dell’Asia Centrale anche grazie alla presenza di personaggi religiosi e scienziati che ne hanno accresciuto il prestigio nei secoli.

Di madrase e moschee ne racchiude davvero tante, di seguito segnaliamo alcune delle visite previste, segnalando che l’ordine è indicativo e potrà essere variato dalla guida locale e dall’accompagnatore al fine di ottimizzare la giornata.

Dell’antica rete di canali e vasche che assicuravano rifornimento idrico, ma anche frequenti pestilenze, rimane un’importante testimonianza nella piazza Lyabi-Hauz, adornata da gelsi secolari e dove si affacciano importanti monumenti. Costituisce il cuore del centro storico che si stende tra tre vie che si uniscono formando un triangolo.

La denominazione indica “intorno alla vasca” e ben rappresenta il ruolo che ancora oggi svolge il posto nonostante lo sviluppo moderno della città.

Osserviamo gli edifici e le madrase che vi s’innalzano ai lati, tra cui la Madrasa Nadirkhon Devanbegi e la Madrasa Ulugbek.

La Madrasa di Nadirkhon Devanbegi è del XVII secolo. Originariamente, per il ruolo commerciale e la posizione della città, nasce come caravanserraglio e sull’ampia facciata offre due grandi pavoni rivolti verso un sole con fattezze umane. È uno degli esempi più evidenti della possibilità di non rispettare il tradizionale divieto islamico di raffigurare esseri viventi.

Poco distante si trova la Moschea Mogaki Attari, la più antica dell’Asia Centrale.

Risale al IX secolo con aggiunte del XVI. Le sue origini però sono ancora più antiche perché alcuni scavi hanno riportato alla luce parti di templi zoroastriano e buddista. Questo luogo pare esemplificare bene il carattere storicamente tollerante di Bukhara, come conferma anche il fatto che una parte di questo complesso fosse nel passato usata come sinagoga. 

Il complesso di Poi Kalon con la moschea e l’alto minareto del XII secolo costituiva un tempo il punto di riferimento per le carovane che arrivavano dal deserto circostante. Le sue 14 fasce di mattoncini cotti color sabbia, tutte diverse una dall’altra, sono state per secoli un esempio per l’architettura della regione.  Poco a est del centro storico si trova il Chor Minor.

La colossale fortezza Ark, di cui rimangono impressionanti mura restaurate dai sovietici, è la costruzione più antica di Bukhara. Era una città regale all’interno della città e fu abitata fino al 1920, anno in cui fu bombardata dall’Armata Rossa. La cittadella è circondata da possenti mura, che danno ancora un’ottima idea del suo splendore di un tempo. Parti restaurate e rovine compongono un insieme degno di nota che include una moschea, cortili, passaggi coperti, appartamenti, sale che ospitavano udienze, harem, trono…

Per visitare il Mausoleo di Ismail Samani occorre entrare nel Parco Samani a qualche centinaio di metri dall’Ark, verso ovest. Il parallelepipedo in mattoni di terracotta coperto da una cupola è del X secolo e le sue mura spesse due metri hanno consentito alla poderosa struttura di resistere al tempo.

Accanto, sempre nel parco, sta un altro mausoleo, quello di Chashma Ayub costruito nel corso di quasi cinque secoli, dal XII al XVI, sopra una sorgente fatta scaturire da Giobbe, secondo la tradizione.

Tutta la zona a nord ovest della Lyabi-Hauz era dedicata da sempre ai mercati. Oggi ne rimangono tre, destinati soprattutto ai turisti, e tutti in ambienti coperti e sormontati da cupole con i tetti progettati per convogliare all’interno l’aria fresca. Ecco quindi il Taqi-Sarrafon, il bazar destinato ai cambiavalute, il Taqi-Telpak Furushon, quello dei cappellai e il Taqi-Zargaron, occupato dai gioiellieri. Tutti offrono ogni genere di mercanzia, dai tappeti, per i quali la città è celebre, anche se più per il loro commercio che per la loro fabbricazione, agli oggetti di artigianato, per cui il Paese è famoso.

Pranzo in ristorante, cena nella Akbar House, una bella casa-museo del XIX secolo appartenuta a ricchi mercanti ebrei. Rientro in hotel e pernottamento.


5° giorno  (giovedì)

Samarcanda, la favolosa capitale del regno di Tamerlano (280 km, circa 4/5 ore)

Prima colazione. A seguire partenza in pulmino per Samarcanda.

In questo luogo, i segni tangibili del suo essere in un’eccellente posizione di snodo, la qualificano ancora oggi come “volto della Via della Seta”. 

All’arrivo sistemazione in hotel e pranzo. Nel pomeriggio iniziamo a scoprire questa città leggendaria.

Specchio del Mondo, Giardino dell’Anima, Gioiello dell’Islam, Perla dell’Est, Centro dell’Universo: sono alcuni dei nomi dati a questa città su cui aleggia ancora l’atmosfera delle leggende di “Arabian nights”. Situata nell’oasi del fiume Zarafshan, nel cuore della regione centroasiatica, Samarcanda è una delle più antiche città del pianeta, con più di 2.500 anni di storia.

Dalla sua fondazione nel V secolo a.C. la città ha alternato momenti di splendida espansione a secoli di decadenza. Fu sottomessa ai persiani durante il VI secolo e conquistata da Alessandro il Grande che, secondo la leggenda, sposò proprio qui Roxana. In seguito le orde di Gengis Khan ebbero la meglio sulle difese della città, ma fu con Tamerlano che la città assunse gli splendori che la resero famosa, dal momento in cui, nel 1369, la nominò capitale del suo vastissimo impero. Grazie ai suoi capolavori architettonici e archeologici, “la città delle cupole azzurre” è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.

Molti monumenti oggi non esistono più, rimangono però diverse costruzioni sontuose che ricordano il suo glorioso passato. Visitiamo il sito archeologico di Afrosiab con le rovine dell’antica Samarcanda, abbandonata all’inizio del XIII secolo, dopo la conquista dei mongoli, l’Osservatorio di Ulugbek e il Gur Emir, l’eterna dimora di Tamerlano, con la cupola blu alta oltre 30 metri. Ultimato nei primi anni del XV secolo, è un insieme non particolarmente imponente come ci si aspetterebbe riguardando un così famoso personaggio. Infatti furono le circostanze a far sì che Tamerlano fosse sepolto qui invece che nella cripta di Shakhrisabz. L’area che protegge oltre alla lapide di Tamerlano anche quelle di figli e nipoti, è all’interno di un edificio caratterizzato da una grande cupola scanalata. La tomba vera e propria del condottiero si trova in una cripta inferiore, come era consuetudine delle sepolture islamiche.

Cena in ristorante e pernottamento all’Hotel Grand Samarkand / Hotel Sultan 4* (o similare).


6° giorno  (venerdì)

Escursione al villaggio e al mausoleo di Langar Ota e a Shakhrisabz, il paese natale di Tamerlano

Prima colazione e partenza presto al mattino in auto verso il villaggio di Langar Ota (130 km da Samarcanda), situato nella regione dell’Hissar, area naturale a ridosso del confine tagiko, attraversando un paesaggio montano molto bello e vario.

Utilizziamo le auto anziché il pulmino perché possiamo così percorrere le strade di montagna e aggiungere questa interessante visita al nostro viaggio che ci dà l’opportunità di dare uno sguardo fuori dai maggiori centri turistici dell’Uzbekistan.

Il villaggio è conosciuto come un luogo sacro sorto presso il Mausoleo di Mohammad Sadiq Sheikh, un sufista vissuto a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Le abitazioni del villaggio sono costruite con una particolare tecnica che combina fango e paglia, ma il vero gioiello del luogo e motivo principale della nostra visita è la piccola moschea originale che risale al XVI secolo e non è mai stata restaurata.

Proseguiamo quindi verso Shakhrisabz, la città natale di Tamerlano.

Tamerlano nacque nel 1336 nel villaggio di Kesh; egli non lo dimenticò mai e, salito al potere, lo trasformò in una città monumentale, la cui fama competeva con quella della vicina Samarcanda. Rinominò il suo luogo di nascita Shakhrisabz, “la città verde”. Nel XVI secolo gran parte della città e dei palazzi furono distrutti, ma quello che resta merita comunque una sosta. Del Palazzo Ak-Saray (1380), costruito nell’anno seguente alla conquista da parte di Tamerlano di Khorezm, non rimangono che alcuni frammenti dell’entrata, ricoperta di splendidi mosaici blu, bianchi e oro simili a una filigrana, tuttavia le due torri alte circa 50 metri e l’arco ampio 22 metri ci offrono un’idea della grandiosità di questo edificio. Della Moschea del Venerdì, Kok Gumbaz, “cupola blu”, ci rimangono solo la facciata principale e una sala quadrata con una cupola di 12 metri di diametro e con nicchie in corrispondenza degli assi.

Il complesso Dorus Saidat, destinato alla sepoltura delle famiglie regnanti, conteneva, oltre alle tombe stesse, una sala di preghiera, la Moschea di Kok Gumbaz e alloggi per la comunità religiosa e i pellegrini. La facciata principale era coperta di marmo bianco. La cripta di Tamerlano, progettata per il condottiero, è 

un capolavoro dell’architettura di quel periodo. Pranzo in ristorante. Rientro in serata a Samarcanda, cena in ristorante e pernottamento in hotel.


7° giorno  (sabato)

Continuazione delle visite di Samarcanda e in serata partenza con il treno “Afrosiab” per Tashkent

Prima colazione. La giornata è dedicata alla visita di Samarcanda.

Il complesso del Registan, che in tagiko significa “luogo sabbioso”, è sicuramente una delle immagini più splendide e celebri di tutta l’Asia. Si tratta di un’immensa piazza, su cui prospetta un grandioso complesso architettonico tardo-medievale di madrase e moschee. Nel XIV secolo il complesso era il centro commerciale della città, con la grande piazza adibita a bazar.

Il complesso principale è formato da tre immense madrase, Ulugbek, Shir Dar e Tilla Kari, che svettano verso il cielo con le loro splendide decorazioni di piastrelle azzurre. La simmetria delle facciate e l’eleganza delle proporzioni, insieme alle mattonelle smaltate verdi e blu, creano un’apoteosi di colori. Ovunque, motivi decorativi riproducono frasi in caratteri arabi, raffinati mosaici e arabeschi.

Visita della Moschea di Bibi Khanum, dedicata alla bella moglie di Tamerlano e allo splendido complesso funerario di Shakhi-Zinda, il “Sepolcro del Re Vivente”. Per alcuni è il monumento che più rimane impresso di Samarcanda. Si tratta di un’area funeraria composta di alcuni santuari realizzati attorno alla probabile tomba del cugino del profeta Maometto. Il luogo, meta di pellegrinaggio, è molto coinvolgente non solo architettonicamente.

Non potrà infine mancare una visita al “Bazar della Via della Seta”. Pranzo in ristorante locale. In serata trasferimento alla stazione ferroviaria e partenza con il treno veloce “Afrosiab” per Tashkent.

Il treno, con standard paragonabili a quelli europei, copre la distanza tra Samarcanda e Tashkent in poco più di due ore, mentre in pullman ci s’impiega circa quattro ore e mezzo. L’impiego del treno ci offre inoltre, in tutta comodità, di mescolarci insieme alla gente del luogo e approcciare a un aspetto della vita reale uzbeka. Durante il tragitto si attraversano ampie coltivazioni di cotone, una delle risorse economiche più importanti per l’Uzbekistan. Sistemazione all’Hotel Lotte City Tashkent Palace 4* o similare. Cena di arrivederci in ristorante e pernottamento.


8° giorno  (domenica)

Tashkent, la moderna capitale uzbeka; in serata partenza con il volo per Milano

Prima colazione e visita di Tashkent, la città più importante dell’Asia Centrale, nodo commerciale dell’intero Turkestan.

Oggi conta oltre 2,5 milioni di abitanti e rappresenta la quarta città dell’ex Unione Sovietica dopo Mosca, San Pietroburgo e Kiev.

Prima del terremoto del 1966 che la rase al suolo, il canale di Ankhor separava la città vecchia (uzbeka) da quella nuova (russa). La prima consisteva in un dedalo di viuzze intorno al Bazar Chorsu, la seconda in ombrosi viali che s’irradiavano dall’odierna piazza Amir Timur. Il terremoto ne ha stravolto la fisionomia che è stata ricostruita dal periodo post sisma ai giorni nostri.

Tashkent ha il suo centro nella piazza Amir Timur, caratterizzata da una statua di Tamerlano, appunto. Il traffico, pur notevole, è agevolato da una metropolitana che costituisce motivo di vanto per la ricchezza dei decori delle varie stazioni. Avremo modo di visitare una stazione.

La zona vecchia ha invece il cuore nelle vicinanze del Bazar Chorsu, il mercato locale dei contadini. Sotto la cupola verde, la sua natura non è stata completamente stravolta negli ultimi anni.

Sulla vicina altura, poco più a sud, a poche centinaia di metri, sta la Madrasa di Kulkedash.

Il centro religioso ufficiale della repubblica è la Piazza Khast Imam, dove si trovano la Madrasa Barak Khan e la Moschea Tila Shaikh (chiamata anche Moschea Khast Imam) nella cui biblioteca è conservato il Corano di Osman del VII secolo, ritenuto il più antico del mondo.

Al termine delle visite trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo di linea Uzbekistan Airways diretto a Milano (per pranzo prevediamo un semplice box lunch).

NB: Il supplemento “Partenza da altre città” include un pernottamento in hotel 4* nei pressi dell’aeroporto di Milano Malpensa al ritorno, essendo impossibile proseguire la sera stessa per un’altra destinazione (trasferimento da/per l’aeroporto di Milano incluso con navetta collettiva dell’hotel).

 

QUOTAZIONE:


Quota Individuale di partecipazione da Milano

Minimo 10 / massimo 16 partecipanti
con Accompagnatore esperto dall’Italia

€ 2.150,00

 

Supplementi per persona

Supplemento singola

€ 250,00

Tasse aeroportuali/fuel surcharge

€ 245,00

Suppl. partenza da altre città (su richiesta e soggetto a disponibilità)

€ 270,00

Visto

€ 70,00

Spese di ottenimento visto

€ 30,00

Prezzo Bloccato

€ 70,00

Prezzo Bloccato Singola

€ 85,00

 

Quota di gestione pratica € 80,00

 

Assicurazione

Ciascun passeggero all’atto della prenotazione sarà tenuto ad effettuare il pagamento del premio assicurativo relativo al costo individuale del viaggio, cosi come determinato dalla tabella premi seguente:

Costo individuale del viaggio fino a

Premio individuale

    500,00

€ 24,00

  1.000,00

€ 40,00

  2.000,00

€ 68,00

  3.000,00

€ 98,00

  4.000,00

€ 128,00

  5.000,00

€ 159,00

  6.000,00

€ 190,00

  7.000,00

€ 200,00

 

Le condizioni di polizza sono riportate sul contratto del viaggio e riguardano sia l’assicurazione medico-bagaglio che l’assicurazione che copre dal rischio delle penali di annullamento.

Il possesso dell’assicurazione è requisito indispensabile per l’effettuazione del viaggio.

N.B: dal 1° ottobre 2018 Tour Operator e agenzie di viaggio non posso emettere assicurazioni con un valore del premio individuale superiore a euro 200,00. In questi casi il viaggiatore dovrà provvedere direttamente alla stipula della polizza necessaria all’iscrizione al viaggio assistiti dalla propria agenzia di viaggio.

Questi prezzi sono ancorati al rapporto di cambio (1 Euro = 1,15 USD) e possono essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo).

La percentuale delle quote pagate in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio.

 

Prenota Senza Pensieri. Tutela il prezzo del viaggio da eventuali adeguamenti valutari.

Modalità:

  • In fase di prenotazione dovrai comunicare la volontà di aderire al “Prezzo bloccato”;
  • Potrai così conoscere da subito l’importo forfettario richiesto a copertura dell’adeguamento valutario, che normalmente viene comunicato fino a 21 giorni prima della partenza;
  • Ovviamente il “Prezzo bloccato” è facoltativo. Decidendo di non aderire gli eventuali adeguamenti ti verranno comunicati fino a 21 giorni dalla partenza;
  • Il Blocco Prezzi può essere applicato solo alle prenotazioni effettuate fino a 45 giorni prima della partenza.


LA QUOTA COMPRENDE:

  • Voli di linea internazionali con Uzbekistan Airways da Milano in classe turistica
  • Volo interno Urgench-Bukhara con Uzbekistan Airways in classe turistica
  • Franchigia bagaglio aereo kg. 20 per persona
  • Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero
  • Trasporti interni con minibus/pullman dotati di aria condizionata a seconda del numero di partecipanti; acqua minerale a bordo a disposizione dei partecipanti. Escursione a Shakhrisabz e Langar Ota in auto con aria condizionata
  • Biglietto per il treno “Afrosiab” in classe economica
  • Sistemazione in camera doppia in hotel 3/4*
  • Trattamento di pensione completa come da programma di viaggio
  • Visite ed escursioni come da programma, ingressi, tasse e percentuali di servizio
  • Guida locale parlante italiano
  • Esperto accompagnatore Kel 12 al raggiungimento del numero minimo di partecipanti previsto (per alcune partenze l’accompagnatore potrebbe incontrare il gruppo direttamente all’arrivo all’aeroporto di Urgench o rimanere in loco al rientro).

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • Il visto d’ingresso in Uzbekistan
  • Le tasse aeroportuali e fuel surcharge
  • I permessi per fotografare e filmare (in genere, per fotografare l’interno dei monumenti, si deve pagare un biglietto di circa 3.000 Sum pari a circa 1 Euro)
  • Facchinaggio negli aeroporti e negli hotel
  • Mance
  • Bevande
  • Extra personali in genere e tutto quanto indicato come facoltativo
  • Tutto quanto non espressamente indicato nel programma e al paragrafo “La quota comprende”