30 maggio 2020 - 06 giugno 2020

L’eco della Storia nel paese dei cedri | LIBANO

Itinerario in 8 giorni

Bianco come il latte (laban) e la neve che ricopre le montagne. Azzurro come il Mediterraneo che porta genti e racconti di terre lontane. Verde come gli ultimi cedri, millenari testimoni di un’eco senza tempo. Parlare di Libano è già intessere un mosaico di colori, visitarlo è sentirsi parte di esso. Nessun Paese europeo può vantare il multiculturalismo su cui è fondata la società libanese: sono diciotto le confessioni religiose ufficialmente riconosciute. E poche città al mondo possono vantare una storia di migliaia di anni, come la leggendaria Byblos. Il perdurare delle differenze, sociali, religiose e anche ambientali, lungo il corso di una Storia così longeva, ha fatto in modo che, non solo fosse feconda di vestigie magnifiche, ma che continuasse tutt’oggi a ispirare una straordinaria vivacità culturale.

Il nostro viaggio attraversa questo Paese, tra cromie e forme mosaicali, cercando quell’unicum continuum indispensabile per conoscerlo e cercare di comprendere ciò che è simile e ciò che è diverso da noi. Beirut non lascia indifferenti, con i suoi mille volti attraverso distruzione e nuova vita. L’energia vitale e lo spirito indomito dei suoi abitanti sono le sue fondamenta invisibili e invincibili. Dai capolavori dell’antichità del Museo Nazionale passeremo a quelli contemporanei del Sursok, dai palazzi di downtown alle brulicanti strade di Hamra; campanili, minareti e grattacieli per giungere al lungomare; trovando, infine, ristoro nei giardini dell’American University, cuore verde della città. Scopriremo poi un territorio poliforme, in cui la costa mediterranea lascia il posto alla catena del Monte Libano, che raggiunge i 3.000 metri, e poi alla fertile valle della Beqaa, tra macchia mediterranea, vitigni, le grotte di Jeita e passi innevati fino a tarda primavera. Tre gioielli millenari promettono di sorprenderci: Byblos, continuativamente abitata da 7.000 anni, con il suo porto, il castello crociato e gli scavi archeologici sul mare; Tripoli, dal fascino arabo, e la cittadella che domina la città, i vicoli del souk, gli odori delle spezie, gli hammām luminosi; Tiro, fondata dai fenici e dove si trova uno dei più grandi e meglio conservati ippodromi romani. Tra le verdeggianti colline non mancano le architetture ottomane, come i monasteri isolati in contesti idilliaci, come quello di Mar Antonios Qozhaya, nella Valle di Qadisha. Infine l’acropoli di Baalbek: imponente, sontuosa, solenne. Uno dei luoghi cardine da cui  si è sviluppata la nostra civiltà.

Il nostro viaggio include tutti e cinque i siti patrimonio dell’umanità Unesco ma anche alcuni luoghi fuori dalle rotte turistiche, che ci consentono di andare oltre la narrativa classica del Paese: dal Museo della Resistenza di Mleeta, dove viene “celebrata” la storia di Hezbollah, alla Rashid Karami International Fair di Tripoli, progettata dal celebre architetto Oscar Niemeyen. Ed anche l’enogastronomia, particolarmente ricca e raffinata, ci consente di viaggiare tra i sapori mediterranei e quelli arabi, dagli influssi turchi a quelli armeni, pranzando nella più trendy birreria di Batroun e degustando alcuni tra i migliori vini in una cantina della Beqaa.

Spesso a queste longitudini i luoghi vengono descritti come punto d’incontro tra Oriente e Occidente. Il Libano, per mezzo dei fiorenti traffici commerciali fenici, percorso un tempo dalle vie dei crociati e abitato oggi da musulmani e cristiani, è certamente uno di questi. Ma non solo. È un po’ il cuore pulsante dell’umanità. Dove nessuno è solamente di passaggio, dove tutti finiscono per restare; dove ogni cosa che deve accadere, nel bene e nel male, accade. La sua Storia, iniziata migliaia di anni fa, è sui nostri libri di scuola; e questo viaggio la vuole percorrere tutta fino ai giorni nostri: un’eco profonda e ancora vibrante carica di passioni, ideali, leggende, tremendi conflitti, espressioni artistiche senza pari.

Ogni cosa in Libano semplicemente accade, e trasforma la terra, cambia la società, nutre un’ancora imprecisata identità collettiva. Sembra proprio di risentire le parole del sommo poeta Khalil Gibran, pensando ai navigatori fenici, alle vicende degli apostoli, ai crociati; ai mammelucchi e agli ottomani; e poi ai francesi, e alle comunità maronite, sunnite, sciite e druse; agli immigrati palestinesi e ai profughi siriani di questi anni; infine, a noi. Viaggiatori del tempo in cui viviamo:

 

Per sempre camminerò su questi lidi,

Tra la sabbia e la schiuma,

L’alta marea cancellerà le mie orme,

E il vento soffierà via la schiuma.

Ma il mare e la spiaggia dureranno.

Per sempre.

 

La terra che visiteremo insieme, testimone silenziosa del nostro incedere, segnata dall’urbanizzazione selvaggia lungo la costa, ferita dalle guerre, coltivata dai contadini della Beqaa, resterà. Sempre.

E sarà ancora, come un tempo, la terra dei cedri. Ormai quasi invisibili, non si trovano se non in poche, limitate aree protette, tra le vallate ombrose del Monte Libano. La deforestazione selvaggia, fin dai tempi dei fenici, e i conflitti del XX secolo, hanno rarefatto la loro diffusione modificando profondamente l’ecosistema, ma non il loro significato culturale. Il cedro è forse il comune denominatore delle comunità che compongono la società libanese: è nella bandiera, nella moneta nazionale, nel logo della compagnia aerea, e in migliaia di negozi, locali, gadget per turisti. Attualmente sono in corso diversi progetti di tutela e ripopolamento allo scopo di salvaguardare questo patrimonio collettivo per le future generazioni e anche noi, con il nostro passaggio, vogliamo contribuire a finanziare questi progetti, dando così un piccolo ma concreto contributo alla tutela di ambienti che “dureranno. Per sempre.”

 

PROGRAMMA DETTAGLIATO

 

1° giorno 
Partenza dall’Italia per Beirut

Partenza dall’Italia con volo internazionale di linea, diretto da Roma o con scalo da altre città italiane, per il Libano.

All’arrivo all’aeroporto di Beirut, dopo il disbrigo delle pratiche doganali d’ingresso, incontro con il nostro corrispondente locale e trasferimento privato in hotel.

Dopo la sistemazione nelle camere, è previsto un welcome drink durante il quale l’esperto Kel 12 farà un briefing sull’itinerario di viaggio.

Cena in hotel e pernottamento.

Pernottamento (Rotana Gefinor )

Il Rotana Gefinor è un hotel a 5* situato in posizione centrale nella zona di Hamra, a Beirut. L’hotel, è composto da 163 camere con vista sulla città o sul mare. Le camere sono dotate di connessione wifi, aria condizionata, cassaforte di sicurezza, servizio da tè e caffè e minibar. Sono presenti tre ristoranti, una palestra, una piscina a temperatura controllata situata in posizione panoramica.

Indirizzo: Clemenceau Street P.O. Box 113-5202, Beirut, Lebanon

Tel:  +961 1 371888

Fax: +961 1 372999

www.rotana.com

 

2° giorno  
Il mosaico culturale e architettonico di Beirut

Prima colazione in hotel e giornata dedicata alla visita di Beirut. Non la “Parigi del Medio Oriente”, come spesso definita, ma una città dai mille volti. Mille volte distrutta e mille altre resuscitata, la capitale del Libano sorprende per la sua energia vitale, talvolta caotica altre carica di fascino, con la quale come una fenice si slancia verso un futuro senza direzione. La sua vera dimensione risiede, infatti, consapevole di un passato ricco di storia e punti di svolta, nel presente, vero punto di equilibrio tra comunità, fedi religiose e ideali assai diversi, nel quale ricercare ogni giorno la propria speciale alchimia di una coesistenza davvero unica al mondo. Non nasconde i suoi contrasti: i suoi eleganti palazzi come le cicatrici più profonde, i tetti costellati di campanili e minareti, lo skyline contemporaneo e le vestigia romane: impossibile restare indifferenti. Che sia il traffico che congestiona le strade, così come la gente che le riempie di notte con musica, feste e balli; che sia lo sguardo di una donna in minigonna o una banda di ragazzi con in mano il tasbeeh musulmano; che siano i resti di un palazzo sventrato o il profumo di mandorle tostate. Beirut è infine una città poetica e struggente, dove i tramonti si specchiano nel Mediterraneo che ci ricorda casa e le serate vengono accarezzate dalla brezza e dal canto del muezzin.

 

O amore di Beirut

O amore dei giorni

Ritorneranno, o Beirut

I giorni ritorneranno.

 

Fairouz, forse la più celebre cantante libanese, esprime tutta la malinconia, e tutta la speranza, di una città che tra meravigliose produzioni artistiche e terribili delitti, rappresenta come pochi luoghi al mondo l’idea stessa di città, come collettività non riconducibile ad una sola comunità, ma all’intera umanità.

Una città che viene da lontano. Il primo nucleo urbano, escludendo gli insediamenti neolitici, risalgono al 2.000 a.C.; se durante l’epoca fenicia rimase un porto commerciale di secondo piano, è durante la presenza romana (dal 64 a.C.) che acquisì notevole rilevanza, con la fondazione di una prestigiosa scuola di diritto e la successiva nomina a sede vescovile. Nel 551 un devastante terremoto, seguito da un incendio e da un maremoto, la distrusse quasi interamente; durante la dominazione prima araba e poi mamelucca, a parte la parentesi crociata a cui si devono le fortificazioni, faticò ad imporsi a vantaggio delle altre città costiere. Fu il 1516 l’anno della svolta, con la dominazione ottomana che durò, con diversa intensità, fino alla prima guerra mondiale. La figura chiave del XVII secolo fu l’emiro druso Fakhr ad-Din, che promosse le tradizioni mercantili della città facendone un punto di congiunzione tra Oriente e Occidente. Dopo l’amministrazione francese a cavallo delle due guerre mondiali, l’indipendenza del 1943 segnò un periodo di sviluppo interrotto bruscamente dal conflitto arabo-israeliano e dalla guerra civile, durante la quale venne marcata dalla “linea verde”, che separava la parte cristiana da quella musulmana; così come attorno alla città è andata formandosi la “cintura della povertà”, popolata dai numerosi profughi palestinesi e dagli emigrati dalle zone più rurali e arretrati del Paese. Bombardata dagli israeliani, al termine del quindicennio di guerra civile, Beirut era ridotta ad un cumulo di macerie. Durante la presenza siriana, a partire dal 1991, iniziò una lenta ma importante opera di ricostruzione che, sotto la guida del premier Rafiq Hariri, diede nuovo prestigio al suo centro storico. Con alcuni quartieri e lo stesso aeroporto nuovamente bombardati dagli israeliani nel 2006 e gli scontri tra Hezbollah e le milizie filo-occidentali nel 2008, la città ripiombò nel caos. Oggi, la situazione si è stabilizzata, e il centro città mostra senza remore palazzi completamente ricostruiti, altri lasciati appositamente con i segni della guerra e nuovi avveniristici grattacieli. L’atmosfera è tranquilla, giovane, vivace, a tratti frenetica, e la città risulta assai piacevole da girare, in tutta sicurezza, anche in libertà.

Le nostre visite riguarderanno il Down Town, dove hanno sede tutti i principali edifici politici e amministrativi, dal parlamento alla sede del governo fino agli uffici regionali dell’ONU. Qui si vedono i resti romani dell’antica Berytus, il mercato e le termeil Grande Serraglio, costruito nel 1853 come alloggiamento dei soldati ottomani, la cattedrale greca ortodossa di San Giorgio e l’omonima cattedrale maronita; visitiamo anche la grande moschea Al-Omari, originariamente una chiesa e successivamente riconvertita, che si affaccia su  Place des Martys, rasa al suolo durante la guerra, sede delle manifestazioni del 2005/06 contro le ingerenze siriane e oggi simbolo di convivenza. Ci spostiamo poi lungo la Corniche, il caratteristico lungomare dove ci fermeremo davanti agli Scogli del Piccione, così chiamati perché sembra che da qui ai tempi dei romani partivano i piccioni emissari di notizie. Le formazioni rocciose si stagliano lungo la costa e rappresentano uno luogo caro agli abitanti, dove recarsi al tramonto, per una passeggiata o un gelato in compagnia; forse perché è uno dei rari scorci naturali della città e una delle poche cose che nel corso dei secoli è sempre rimasta fedele a stessa e agli occhi di ogni generazione. Pranzo in ristorante locale in zona di Zaitunay Bay. Nel pomeriggio visitiamo il Museo di Nazionale, il principale museo archeologico del Paese dalla storia, anch’esso, molto travagliata tra chiusure e tutela del patrimonio durante i periodi bui. Tempo permettendo, tardo pomeriggio a disposizione per un po’ di shopping o di ulteriori visite individuali o in compagnia dell’esperto.

La cena è prevista in un ristorante nel quartiere armeno, per gustare subito anche il mosaico enogastronomico delle tradizioni locali. Rientro in hotel e pernottamento.

Pernottamento (Rotana Gefinor )

 

3° giorno 
Le coste fenice di Tiro e Sidone e i bunker del sorprendente museo di Hetzbollah (190 km, circa 3h45′)

Prima colazione in hotel e partenza verso sud. Una volta usciti da Beirut, il paesaggio alterna una diffusa urbanizzazione costiera ad angoli di macchia mediterranea, coltivazioni di banane e scorci di azzurro. Circondata da orti e giardini, come ai tempi del Persiani, Sidone ci appare oggi conservando ancora l’atmosfera tipica delle grandi città costiere. I quartieri medioevali lasciano il posto a negozi moderni, e la zona portuale è ricca di merci e persone. Siamo in una delle principali città fenice, abitata sin dal IV millennio a.C., famosa per la lavorazione del vetro, l’esportazione del legno di cedro e per la produzione della porpora, ottenuta da un pigmento contenuto in alcuni molluschi. Fin dalle occupazioni romane e persiane, la città ha sempre rivestito un ruolo di primo piano nel traffici commerciali, fino a rivestire il ruolo di capitale nel 1594, quando sotto l’impulso di Fakhr ad-Din si abbellì di palazzi, bagni pubblici e caravanserragli. Il Castello del Mare si staglia possente dalle acque, costruito dai cavalieri crociati tra il 1227 e il 1291 utilizzando anche colonne e altri materiali sottratti a monumenti più antichi. Dopo la conquista di Sidone, i Mammelucchi continuarono l’opera difensiva, concentrandosi in particolare sulla torre occidentale. Da lì ci sposteremo verso il Khan Al-Franj, conosciuto anche come Caravanserraglio dei Francesi, il più grande e meglio conservato dei caravanserragli fatti costruire da Fakhr ad-Din nel XVII secolo; esaurito il suo scopo commerciale, venne abitato dal console di Francia, dai padri Francescani e poi ancora fu sede di un orfanotrofio femminile. La città vecchia, di epoca medioevale, si sviluppa verso l’interno tra dedali e viuzze ombrose, dove il suk offre ogni genere di mercanzia. All’interno del Khan al Saboun si trova il Museo del sapone, dove un tempo veniva prodotto per far fronte alle richieste dei numerosi hammam presenti in città.

Proseguimento verso Tiro. Quella che oggi è la quarta città più grande del Paese, fu fondata nel 2750 a.C., come ci riferisce lo storico greco Erodoto, e fu la principale città dei Fenici. Citata diverse volte nella Bibbia, in passato era costituita da due parti: una situata sulla costa e l’altra in un insieme di piccole isole, con una struttura urbana molto simile a quella successiva di Venezia. Celebre è l’assedio, durato ben sette mesi, con cui Alessandro Magno si impadronì della città, risolto con la costruzione di un enorme molo e di torri mobili in legno alte fino a venti metri. È all’epoca romana a cui si devono i ricchi siti archeologici che visiteremo. Il primo è il settore di Al Bass, che consiste in un’estesa necropoli attraversata da una strada che porta ad un arco di trionfo, porta d’accesso alla città risalente al II secolo. Al di là si trovano l’antico acquedotto e il grandioso ippodromo, il più grande al mondo costruito dai Romani e conservato grazie alla sabbia che lo ricopriva fino agli anni ’70. Lungo 480 metri, poteva ospitare fino a 20.000 spettatori. Al termine della visita, pranzo in ristorante locale.

Ci spostiamo poi nella parte che un tempo era insulare al sito di Al-Mina, dov’era situata la città romana, con abitazioni, terme, un’arena e un porticato con ancora visibili i mosaici bizantini. La parte più caratteristica della città moderna è il porto dei pescherecci, con le sue barche variopinte, le botteghe e le antiche officine.

Ripartiamo nel pomeriggio verso nord, lasciando la direttrice principale nord-sud per avventurarci sulle prime alture. Una strada stretta, che attraversa piccoli villaggi dalla vita rurale, ci porta a Mleeta. Qui si trova il Museo della Resistenza, inaugurato nel 2010 per commemorare il decimo anniversario del ritiro di Israele. Il museo è finanziato e gestito da Hezbollah, e ne celebra le gesta con una retorica patriottica che occorre contestualizzare e relativizzare. Hezbollah è un’organizzazione libanese nata nel 1982 come milizia in opposizione all’occupazione israeliana. Negli anni ha diversificato le sue attività acquisendo sempre più potere, militare e politico, nella vita pubblica libanese; finanzia direttamente molti progetti assistenziali, come scuole e ospedali, è presente in parlamento con 12 seggi rappresentando la popolazione sciita e tutt’ora ha al proprio interno un’ala para-militare legata al regime iraniano. Hezbollah è considerata un’organizzazione terroristica da paesi come Israele e Stati Uniti, mentre, a livello internazionale, l’ONU e l’Unione Europea, pur muovendo diverse critiche alle sue attività, lo ritengono un legittimo interlocutore politico. Questioni complesse e controversi fatti di cronaca non devono togliere, a questa visita, il carattere di testimonianza e di ricerca di conoscenza che un viaggio necessariamente porta con sé. L’allestimento, la posizione e la natura circostante che avvolge le trincee rendono questo luogo estremamente curioso e fuori da ogni rotta turistica.

Riprendiamo la nostra strada verso nord, fino a raggiungere Beiteddine, capoluogo dello Shuf. Sistemazione, cena e pernottamento in hotel.

Pernottamento (Mir Amine Palace )

 

L’hotel Mir Amin Palace era un palazzo del XIX secolo, successivamente restaurato e adibito a struttura ricettiva. Dotato di vista panoramica sulle montagne dello Shouf, offre 22 camere climatizzate, tutte munite di bagno privato e televisione e arredate mantenendo lo stile dell’epoca. Tra i servizi offerti: una terrazza a mosaico dove si trova la piscina, due patii con fontane, una sala relax e un ristorante con vista sul Palazzo di Beiteddine.

Indirizzo: Beït Ed Dîne, Mont-Liban, Lebanon

Tel: 009615 – 501315 – 501318

www.miraminpalace.com

 

4° giorno 
Il palazzo di Beiteddine, le grotte di Jeita e il santuario di Harissa (140 km, circa 3h45′)

Prima colazione in hotel e visita del sontuoso palazzo dell’emiro Bashir Shihab II. Capolavoro dell’architettura libanese del XIX secolo, è lungo più di 300 metri. Disegnato da architetti italiani in stile tradizionale arabo e barocco, e realizzato dai migliori artigiani di Aleppo e Damasco, è caratterizzato dal colore ocra delle pietre, da vasti cortili e fontane, dagli intarsi lignei e dalle geometrie delle arcate. Attraverseremo tre cortili, attorno ai quali si trovano le stanze private, camere da ricevimento, l’hammam e le scuderie, che ospitano una collezione di preziosi mosaici bizantini provenienti da Sidone. Oggi una parte del palazzo è la residenza estiva del presidente della Repubblica.

Proseguimento per Deir el Qamar, un paese dal fascino discreto che cela un passato glorioso. Divenne capitale del Grande Libano tra il XVI e il XVII secolo, succedendo a Sidone, grazie all’emiro druso Fakhr al-Din II, che abbellì la città e vi costruì il suo palazzo, che si trova nella piazza principale. L’emiro ebbe una vita intensa e ricca di vicissitudini, con l’obiettivo di riunificare il Libano e sviluppare il territorio; dopo alcune battaglie, fu esiliato per cinque anni a Firenze alla corte di Cosimo de Medici, con cui strinse un’alleanza commerciale e militare. Al suo rientro, in seguito a dei cambiamenti politici favorevoli all’interno dell’Impero Ottomano, fu accolto trionfalmente. Per il Libano fu un periodo di profondo sviluppo, fino alla definitiva deposizione di Fakhr-al Din e alla sua morte a Istanbul. Oggi Deir el Qamar conserva un’atmosfera particolare, dove perdersi tra le sue viuzze, gli scorci pittoreschi e le abitazioni tradizionali in pietra con i fiori sui davanzali.

Riprendiamo il nostro viaggio e prevediamo il pranzo in ristorante locale lungo la via. Il pomeriggio è dedicato ad una delle meraviglie naturali del Libano, le grotte di Jeita. Prima di raggiungerle, passeremo nei pressi di Nahr al-Kalb, la foce del “fiume del cane” (Lycus per i romani), le cui ripide sponde rappresentavano nell’antichità un confine naturale difficile da superare; nel corso dei secoli sono state infatti apposte delle iscrizioni commemorative da parte degli eserciti che sono riusciti ad oltrepassarle, le prime risalenti al regno di Ramsete II (1298-1235 a.C.). Giungiamo quindi alle grotte. Il complesso geologico è diviso in due gruppi principali di cavità: una superiore, a cui si accede tramite una breve percorso in cabinovia, ed una inferiore, attraversata da un corso d’acqua sotterraneo. Lo spettacolo naturale, grazie anche ad un’illuminazione che ne esalta i colori, è carico di suggestioni, impreziosito da alcune tra le stalattiti più alte al mondo. La prima cavità ad essere scoperta nel 1958, quella inferiore, è visitabile grazie a delle piccole imbarcazioni a fondo piatto per un tratto di circa cinquecento metri. Al termine della visita, si continua fino al promontorio di Harissa, dalla cui sommità si gode di una delle viste più belle sulla costa e la baia di Jounieh. Con una cabinovia si raggiunge l’altezza di 600 metri, dove spicca la gigantesca statua di Notre-Dame du Liban. Nei pressi sorgono svariate chiese, non particolarmente interessanti dal punto di vista artistico, ma che ne fanno un centro di pellegrinaggio.

Nel tardo pomeriggio arriviamo a Byblos. Il solo nome di una delle città più antiche del mondo, evoca storie e suggestioni. Sistemazione in hotel, situato proprio fronte mare di fianco al piccolo porticciolo caratteristico. Cena in ristorante sul mare e pernottamento in hotel.

 

Pernottamento (Byblos Sur Mer )

 

Affacciato sul mare, a pochi passi dal porto di Byblos, dal castello e dall’area pedonale, l’hotel Byblos Sur Mer è l’unico 5* della città e offre camere arredate con mobili in mogano e tappezzerie orientali. Tutte sono provviste di televisione e bagno privato, alcune dispongono anche di un balcone. Tra i servizi offerti: un ristorante, un bar, connessione wifi e una piscina.

Indirizzo: Sea Road, Facing Historical Port, 1401 Jbeil, Libano

Tel: +961 9 548 000

www.byblossurmer.com

 

5° giorno 
Da Byblos a Tripoli: tra pescatori, cittadelle, birrifici, hammam e Oscar Niemeyer (220 km, circa 2 ore)

Dopo la prima colazione in hotel, la mattinata è dedicata alla visita della città. Secondo la leggenda, sarebbe stata fondata dallo stesso dio fenicio El, e gli scavi archeologici hanno confermato un’origine che si assesta attorno al VI millennio a.C. La città era originariamente nota come Gubla, poi Gebal e oggi stesso la città moderna ha il nome di Jbeil; Byblos è la denominazione che, dopo il 1200 a.C., le diedero i Greci e che significa “papiro”. La sua unicità sta nel fatto che è stata abitata senza soluzione di continuità e i siti archeologici che testimoniano i diversi passaggi storici sono stati dichiarati patrimonio Unesco. Fiorente città commerciale durante l’epoca fenicia, culla dell’alfabeto fonetico – che poi fu introdotto in Grecia dando origine, attraverso il greco e il latino, ai moderni alfabeti – raggiunta da Alessandro Magno e da Pompeo, caduta in secondo piano sotto gli arabi e poi riconquistata dai crociati e amministrata dai genovesi e infine tornata sotto l’egida dei mammelucchi: una storia tumultuosa che ha visto, nell’accumulo di vestigia, di terra e di ricordi spezzati, lo scorrere del tempo. Gli scavi iniziarono nel 1870 e proseguirono a più riprese fino al 1975 per riportare alla luce le stratificazioni archeologiche. Byblos è una città moderna dal cuore antico, dove perdersi tra il porto vecchio e le caratteristiche viuzze del suq, in cui convivono antiche chiese, come quella di San Giovanni Battista, edifici medioevali e altri più recenti; è percepibile anche un’anima turistica che, soprattutto d’estate, popola la città di giovani, stranieri ma provenienti anche da Beirut per le vacanze. Il castello crociato domina la zona archeologica, edificato come in altri casi utilizzando materiali di edifici più antichi; dal torrione, in particolare, si può ricostruire il tracciato urbanistico dell’antica città. Molti edifici, fra cui il tempio degli Obelischi e l’anfiteatro romano, sono stati spostati e ricostruiti per portare alla luce resti più antichi. Dalle vestigia dell’epoca neolitica, alla Grande Residenza del bronzo Antico, del III millennio a.C., dal Tempio di Baalatt Gebal, in onore della Signora di Biblo, la divinità principale della città, fino al ninfeo romano, il sito archeologico, che si spinge in prossimità del mare, è unico per l’incredibile commistione di epoche diverse.

Al termine della visita partiremo verso nord per raggiungere la città costiera di Batroun. La cittadina vanta spiagge assolate e un mare particolarmente limpido, ed è una delle mete di villeggiatura dei libanesi. Secondo le leggende il villaggio sarebbe stato fondato dal re di Tiro intorno al 1000 a.C., ma testimonianze egizie lasciano pensare ad una presenza antecedente, intorno al III millennio prima di Cristo. Caratteristico è il porto, di fronte alla cattedrale di Santo Stefano, che conserva una barriera naturale, rinforzata dall’uomo all’epoca dei fenici, che separa il mare aperto da un bacino tranquillo e ben difeso. È prevista una passeggiata prima o dopo il pranzo, previsto presso un birrificio artigianale sul lungo mare di Batroun, particolarmente apprezzato dai giovani libanesi per il suo stile e la qualità delle birre prodotte. Un’occasione per immergersi in un contesto particolare e poco turistico.

Nel primo pomeriggio partiamo per Tripoli, la principale città del nord e la seconda del Libano per abitanti, circa 320.000. La sua economia di basa sull’attività portuale, sull’industria chimica e tessile, nonché sull’esportazione di prodotti agricoli, che vanno dalle olive al cotone. Tradizionalmente rilevante anche l’attività artigianale, dal sapone alle oreficerie, che avremo modo di scoprire nel grande suq della città vecchia. La città ebbe origine con certezza nel IX secolo a.C. come possedimento fenicio e sotto la dominazione romana ebbe il suo momento di massima fioritura. Nel 551 fu devastata da un terremoto e da un maremoto che causò ingenti danni all’attività portuale. Successivamente i mamelucchi, che sottrassero la città ai crociati, trasferirono il centro più all’interno, dove ancora oggi vediamo gli edifici più rappresentativi.

Iniziamo le visite dalla cittadella di Saint-Gilles, edificata dall’omonimo condottiero crociato nel 1103 e dalla quale si gode di una vista molto bella sulla città. Molto diversa dalle altre, si presenta come un mosaico di colori, suoni, odori, percorso da un fitto reticolo di viuzze, punteggiato da botteghe e madrase, in cui ci avventureremo scendendo attraverso il suq. Ancora molto verace, sarà un’occasione per perdersi nella vita di tutti i giorni di questo angolo di Paese. Riprendiamo le visite alla Grande Moschea, costruita sulle rovine di una cattedrale crociata, al khan as-Saboun, mercato all’ingrosso di sapone, all’hammam al-Jadid, elegante e molto ben restaurato, per raccoglierci infine all’hammam al-Abd. Costruito nel XVII secolo, è l’unico rimasto attivo in città e sarà aperto solamente per noi per una visita in esclusiva e un po’ di relax.

Prima di lasciare Tripoli, indugiamo ancora per visitarne una consistente area urbana che doveva essere il fiore all’occhiello della ripresa economica libanese ma che oggi, quasi abbandonata, testimonia una ferita ancora aperta. La Rashid Karami International Fair di Tripoli venne infatti commissionata nel 1963 al famoso architetto brasiliano Oscar Niemeyer, a cui si deve la progettazione, tra le altre, di Brasilia e, in Italia, della sede della Mondadori a Segrate; questa opera così ambiziosa non trovò mai compimento: il cantiere fu infatti abbandonato nel 1975, allo scoppio della guerra civile, e da allora 10.000 ettari con 15 grandiosi edifici in calcestruzzo rimangono abbandonati. Dal 2006, la fiera è entrata a fare parte della lista Unesco che comprende i siti più a rischio del pianeta, in risposta a un progetto del governo di demolire la fiera per realizzare sull’area un parco a tema. La zona è oggi utilizzata saltuariamente per qualche evento, ma nella vita di tutti i giorni l’accesso è limitato, protetto da recinzioni e cancelli non sempre aperti; grazie a speciali permessi (che potrebbero essere revocati qualora sia previsto qualche evento o per l’intervento discrezionale delle autorità), prevediamo una passeggiata al suo interno, per ammirare quei relitti architettonici che un tempo erano avveniristici progetti. Sembra di camminare in un giardino sospeso nel tempo. Il silenzio avvolge gli edifici, che come carcasse di mostri giganteschi riposano tra gli oleandri in fiore e il traffico cittadino tutt’intorno. Il vento che solleva i drappeggi dei porticati, due merli che s’inseguono, un vecchio che da anni porta a spasso il suo cane, e poi una coppia di runner che appare dietro i tornelli; può capitare che d’improvviso tutto si animi e che la cesura con il tessuto urbano diventi più sottile; può capitare di affacciarsi all’interno dell’immenso auditorium e di iniziare a parlare per poi ascoltarsi, e riascoltarsi, in un’eco profonda, come le onde del mare, come il respiro della terra. L’eco di una storia che continua a raccontarsi a pochi, curiosi viaggiatori come noi.

Rientro a Byblos nel tardo pomeriggio, cena libera e serata a disposizione per vivere la città. Pernottamento in hotel.

Pernottamento (Byblos Sur Mer )

 

6° giorno 
La Valle di Qadisha, il profumo dei cedri e le parole immortali di Kahlil Gibran (215 km, circa 5 ore)

Prima colazione in hotel. La giornata di oggi è particolarmente lunga ed emozionante, dedicata alla Valle di Qadisha, che grazie alle sue bellezze naturali e all’unicità della sua storia, è entrata nella lista del Patrimonio dell’Umanità stilata dall’Unesco. Lunga circa 50 km, è percorsa dal fiume omonimo, che nasce nei pressi della più celebre foresta di cedri del Paese e scorre sotto le pendici del Qornet as-Sawda, la cima più alta del Libano. Secolare rifugio di eremiti e dei seguaci di San Marone, la valle è ricchissima di grotte, nelle quali le diverse minoranze religiose hanno trovato rifugio nel corso dei secoli; i maroniti, in particolare, abbandonate le grotte costruirono dei monasteri sui versanti della valle, immersi in una natura rigogliosa e ricca di fonti d’acqua. Noi visitiamo di monastero di Mar Antonios Qozhaya, il più grande e ricco di reperti della valle. L’eremo è arricchito da un piccolo museo che ospita collezioni sacre ed etnografiche, noto soprattutto per un antico torchio da stampa, e dalla “grotta del matto”, dove i folli o i posseduti venivano incatenati nella speranza di una guarigione miracolosa. Attraverso piccoli villaggi, cascate, macchie di ginestre e pinete, arriviamo poi a Bcharre, dove poco distante si trova la tomba e il museo del celebre scrittore, poeta e pittore Khalil Gibran. Nato in una vecchia casa del centro storico, emigrò negli Stati Uniti dove divenne un punto di riferimento della cultura araba all’estero, cercando peraltro di essere simbolo di dialogo tra la civiltà occidentale e quella orientale. La sua opera più conosciuta è senz’altro “Il Profeta”, una raccolta di saggi poetici tradotta in oltre 20 lingue e popolarissimo nella controcultura americana degli anni ’60 e dei movimenti New Age. Al termine della visita, pranzo in ristorante locale.

Proseguimento lungo la Valle di Qadisha fino a raggiungere la stazione sciistica dei Cedri, oltre la quale si trova il cuore verde del Libano: Arz ar-Rabb, la foresta dei cedri di Dio. Ci troviamo ad un’altezza di circa 2.000 metri sul livello del mare e qui si trovano circa 370 esemplari adulti, tra cui l’albero millenario che è stilizzato nella bandiera del Libano. La foresta è recintata, protetta e costantemente monitorata. Rappresenta infatti una delle ultime aree in cui sono presenti i famosi cedri del Libano. Simbolo di una nazione e di un popolo, un tempo ricoprivano tutta la catena montuosa del Monte Libano, nonché erano diffusi in Turchia, Siria e Cipro. La loro prima, grande opera di deforestazione avvenne ai tempi dei fenici, che si servivano del legno per la costruzione delle navi; la resina di cedro era inoltre richiestissima dagli egizi, che la usavano per i riti funerari. In seguito le foreste andarono sempre più diminuendo, tra l’uso per le costruzioni durante il periodo ottomano e le guerre del XX secolo. La caratteristica che rende il cedro del Libano una specie ben distinta (cedrus libani), a parte la collocazione geografica, è il palco che assume un portamento a candelabro, con i rami che formano un angolo a 90° salendo verso l’alto; il cedro del Libano ha inoltre uno sviluppo molto lento, necessita di almeno 40 anni per raggiungere la maturità e poter generare semi fertili, crescendo successivamente ad un ritmo di soli 7 cm all’anno. In virtù del loro alto significato naturalistico ma anche culturale, i Cedri di Dio fanno parte dei beni tutelati dall’Unesco. Oggi si può assistere ad un’intensa opera di piantumazione nelle colline circostanti, a cui abbiamo deciso di contribuire anche noi adottando un cedro per ogni viaggiatore. Quelli che a colpo d’occhio possono sembrare, da lontano, piccoli arbusti, sono in realtà piante di almeno 5 anni. Ed è per questo che il Libano è ancora e sempre sarà conosciuto come “il Paese dei Cedri”. Non per la loro diffusione, ma per il valore culturale e per la testarda speranza di tutela del territorio e del patrimonio storico che rappresenta ogni giovane esemplare.

Proseguimento per Nessef el batrak, da dove si gode di un panorama mozzafiato: da una parte la valle di Qadisha, dall’altra la Valle della Beqaa. Nelle mezze stagioni i bordi della strada sono ancora circondati da alti muri di neve, mentre durante l’inverno (solitamente da ottobre/novembre a inizio maggio) la strada è chiusa. Raggiungiamo la città di Zahle in serata, dopo un percorso giornaliero più lungo del solito, ma che ci permette di pernottare nella Beqaa non distanti dalle visite del giorno successivo. Cena e pernottamento in hotel.

 

NB: Segnaliamo che nei mesi invernali (da inizio novembre a inizio maggio, a seconda del livello della neve) la Ariz – Baalbeck road viene chiusa al traffico. Per questo motivo, al fine di gestire le tempistiche e razionalizzare gli spostamenti nel modo più opportuno, nel periodo invernale il programma del giorno 5 e del giorno 6 verranno invertiti, mantenendo tutte le visite previste. Si raggiungerà la valle della Beqaa attraverso la strada principale in prossimità di Beirut.

 

Pernottamento (Grand Kadri Hotel )

 

Il Grand Kadri, situato nei pressi del centro di Zahle, è una struttura che dispone di camere climatizzate con connessione WiFi gratuita, tv, bagno privato con vasca e servizio per il the/caffè. L’arredamento proposto unisce elementi più tradizionali ad uno stile più moderno. Tra i servizi offerti una piscina stagionale all’aperto, un bar/lounge, una palestra e una terrazza.

Indirizzo: Zahle Boulevard Brazil Street, 1801 Zahlé, Libano

Tel: +961 8 800038

www.grandkadrihotel.com

7° giorno  
Le vestigia della Valle della Beqaa: Baalbeck e Anjar (190 km, circa 3h30′)

Prima colazione in hotel e giornata interamente dedicata alla Valle della Beqaa e alle sue straordinarie vestigia del passato, che rappresentano forse l’apice del patrimonio culturale e archeologico del Libano. Baalbek, i cui templi sono fra gli esempi più impressionanti e maestosi dell’architettura romana di età imperiale, e Anjar, unico e straordinario lascito della dinastia omayyade in Libano. Ma la Beqaa detiene anche un’importante tradizione vinicola, che certamente rallegrerà la nostra ultima giornata prima del rientro a Beirut.

La Valle della Beqaa è in realtà un altopiano tra gli 800 e i 1150 metri di altitudine, delimitata dalle catene montuose del Monte Libano e dell’Antilibano, oltre la quale si trova la Siria. Fin dai tempi remoti, i fertili terreni hanno favorito la vocazione agricola e più volte sono stati citati nell’Antico Testamento. Attraverseremo la Beqaa fino alla mitica Baalbeck, patrimonio Unesco e uno dei siti archeologici più straordinari del Medio Oriente. Le prime notizie risalgono a 5.000 anni fa, ma è con i Fenici che si fece conoscere con questo nome, in onore alla divinità del sole Baal, a cui era stato eretto un tempio. Dal 331 a.C. prese il nome greco di Heliopolis, “città del sole” e dal 47 a.C. divenne colonia romana sotto Giulio Cesare. Lo sviluppo della città si deve ad Augusto, Nerone e a Caracalla in seguito, come simbolo della potenza romana. Fu ai tempi di Teodosio, invece, che i templi furono riconvertiti in una basilica. Visiteremo il museo, i propilei, il cortile esagonale e il gran cortile. Di fronte, in posizione rialzata, il tempio di Giove, una struttura colossale che conserva ancora 6 delle 54 mastodontiche colonne (oltre 20 metri di altezza e 2 metri di diametro). Si prosegue per il tempio di Bacco, ottimamente conservato e con un soffitto a cassettoni finemente decorato, e il tempio di Venere.

Al termine della visita, torniamo a Zahle dove abbiamo previsto il pranzo nella più famosa cantina del Libano, Chateau Ksara, con una degustazione dei loro vini. La tradizione vinicola si sviluppò nel dopoguerra grazie ai francesi, che misero a dimora vigneti di Cabernet Sauvignon, Syrah e Chardonnay. Chateau Ksara fu invece fondata nel 1857 dai gesuiti e produsse il primo vino secco del Libano; è oggi una tappa obbligata per molti visitatori, ma i premi internazionali che continua a ricevere attestano la sua qualità.

Nel pomeriggio raggiungiamo in una ventina di minuti il sito di Anjar, anch’esso Patrimonio Unesco. A differenza di altri siti archeologici libanesi, che testimoniano spesso una sovrapposizione di epoche diverse, Anjar è uno straordinario esempio di pura architettura omayyade. Le cronache portano la fondazione all’inizio dell’VIII secolo d.C. e la sua distruzione solamente pochi decenni dopo, nel 744 d.C. Gli Omayyadi, la prima dinastia araba ereditaria dell’Islam, governarono in questa regione per circa 100 anni, prima di essere sconfitti dagli Abbasidi. La città era probabilmente un centro mercantile, cinto da mura e 36 torri circolari; spiccano le rovine del Gran Palazzo, il primo ad essere scoperto nel 1949. Visitiamo anche la moschea, le abitazioni, il Piccolo Palazzo e gli hammam.

Nel tardo pomeriggio facciamo ritorno a Beirut. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

Pernottamento (Rotana Gefinor )

 

8° giorno  
A spasso nei giardini dell’American University e il Museo di arte moderna. Nel pomeriggio volo di rientro in Italia

Prima colazione in hotel e mattinata dedicata a due visite che ci faranno cogliere un aspetto diverso della città.  La prima sarà presso l’American University di Beirut, dove avremo modo di incontrare un professore universitario per avere un autorevole punto di vista sulla società, l’archeologia, i costumi a seconda della sua specializzazione. Il campus è stato fondato nel 1886 per iniziativa delle missioni protestanti ed è considerata l’università più prestigiosa del Medio Oriente. Il campus è immerso nel verde di un parco secolare grande diversi ettari, il più grande della città, con una magnifica vista sulla baia: abbiamo scelto questo luogo anche perché, in una città fortemente urbanizzata e congestionata dal traffico, rappresenta uno dei rarissimi parchi – ed uno dei più grandi – dove trovare refrigerio e raccoglimento.

Al termine dell’incontro ci trasferiremo al Sursock, che ospita collezioni di arte moderna e contemporanea. Costruito nei primi del ‘900, il palazzo fu donato al governo libanese nel secondo dopoguerra. Un’occasione per constatare come il Paese sia ancora artisticamente vivo e come l’eco della storia continui a influenzare gli artisti contemporanei e sospingere il loro lavoro verso il futuro.

Pranzo libero e trasferimento privato in aeroporto. Nel pomeriggio, volo internazionale di rientro in Italia. L’arrivo è previsto in serata.

 

 

BENE A SAPERSI PRIMA DELLA PARTENZA

 

INFORMAZIONI GENERALI

Il viaggio è adatto a tutti e non presenta particolari difficoltà né limitazioni. Sono previste brevi passeggiate all’interno dei siti, in particolare a Baalbeck, alla foresta dei Cedri e alle grotte di Jeita; per questo si consigliano scarpe comode. L’itinerario è di forte interesse storico e culturale, con un focus particolare ai siti archeologici – tra i più importanti del Medio Oriente – anche se non mancheremo di cogliere ogni principale aspetto del Paese, dal punto di vista naturalistico, enogastronomico e sociale. Complessivamente è un viaggio comodo, dove giornate intense vengono stemperate da ottimi servizi – i nostri hotel sono tutti 4* e 5*. I trasferimenti non sono mai particolarmente lunghi, anche se il traffico e le condizioni metereologiche potrebbero allungare i tempi di percorrenza, soprattutto in prossimità di Beirut. Abbiamo scelto di pernottare 3 notti a Beirut (di cui 2 consecutive) per godere dell’atmosfera della capitale, ma la nostra proposta vuole essere anche itinerante per meglio cogliere le atmosfere di altre località, diverse. Abbiamo previsto quindi 2 notti consecutive al mare presso Byblos, 1 notte in montagna a Beiteddine e 1 notte a Zahle, nella valle della Beqaa.

 

 

IMPORTANTE – LEGGERE CON ATTENZIONE

 

Documenti:

 

  • Necessario il passaporto con validità residua di almeno sei mesi al momento dell’ingresso nel Paese. Il passaporto, inoltre, deve avere almeno una pagina libera, per l’apposizione dei timbri di entrata ed uscita
  • Per l’ingresso in Libano è necessario il visto, ottenibile direttamente all’aeroporto di arrivo. Il visto è gratuito per i cittadini italiani
  • Il Libano non consente l’ingresso a persone con passaporto di qualsiasi nazionalità nel quale sia apposto un visto o timbro israeliano
  • Preghiamo di controllare le pagine del proprio passaporto prima dell’iscrizione al viaggio

 

Sicurezza:

 

La situazione in merito alla sicurezza del Paese è volatile e oggetto a continuo monitoramento da parte delle autorità preposte. Al momento la situazione è tranquilla e ogni variazione del livello di rischio viene costantemente valutata dalla nostra programmazione tenendo conto delle informazioni della Farnesina e dei contatti in loco. Nel Paese sussistono condizioni di forte squilibrio causa la perdurante crisi siriana, la massiccia presenza di profughi e le tensioni interreligiose; come molti Paesi il Libano condivide il rischio di attentati terroristici. La popolazione è in generale ospitale e accogliente e nelle località toccate dal tour non ci sono problematiche rispetto ad eventuali visite ed attività individuali.

 

Voli:

I voli sono programmati con Alitalia con partenza da Roma Fiumicino. I voli da Milano possono essere diretti oppure via Roma a seconda degli operativi aerei e della disponibilità e non prevedono supplementi tariffari. È possibile partire anche da altri aeroporti italiani, via Roma, con un supplemento tariffario. Qualora il tour leader partisse da Milano, presso l’aeroporto di Roma sarà prevista l’assistenza aeroportuale per agevolare le operazioni di check-in.

 

Itinerario:

 

  • Segnaliamo che nei mesi invernali (da inizio novembre a inizio maggio, a seconda del livello della neve) la Ariz – Baalbeck road viene chiusa al traffico in prossimità di Ain Haql el Alii, il passo di montagna che collega la valle di Qadisha alla valle della Beqaa. Per questo motivo, al fine di gestire le tempistiche e razionalizzare gli spostamenti nel modo più opportuno, nel periodo invernale il programma del giorno 5 e del giorno 6 verranno invertiti, mantenendo tutte le visite previste. Si raggiungerà la valle della Beqaa attraverso la strada principale in prossimità di Beirut. L’itinerario aggiornato verrà inviato con i documenti di viaggio
  • Segnaliamo che nei mesi invernali, qualora il livello della neve fosse oltre un certo livello, l’accesso alla foresta dei Cedri di Dio potrebbe essere precluso per motivi di sicurezza e tutela della flora
  • L’ordine delle visite potrebbe in generale subire variazioni rispetto alla sequenza indicata nel programma di viaggio in caso di necessità o qualora fosse ritenuto opportuno dall’accompagnatore e dalla guida locale

 

Hotel:

 

I pernottamenti sono tutti previsti in ottime strutture, selezionate per l’ottima posizione, il comfort, i servizi offerti e il buon rapporto qualità-offerta. A Beirut utilizziamo un hotel 5* moderno e dall’atmosfera internazionale, situato non distante dal mare nel quartiere centrale di Hamra. A Byblos abbiamo previsto il miglior hotel a disposizione, 5* situato sul lungo mare in pieno centro. A Beiteddine pernottiamo in un hotel 4* ricavato in un palazzo storico del XIX secolo con una bellissima vista sulla vallata e a Zahle nell’unico hotel 5* della città, in posizione centrale. Ricordiamo comunque che il livello degli hotel sono sempre espressi tenendo conto degli standard locali che non sempre rispecchiano quelli europei.

 

Ristoranti:

 

I pasti vengono consumati in buoni ristornati locali e sono a base di piatti tradizionali. Abbiamo previsto la prima cena di benvenuto in hotel, preceduta da un aperitivo in terrazza, così come a Beiteddine e Zahle. A Beirut abbiamo previsto una cena in un tipico ristorante armeno ed una in un ristorante moderno e raffinato, a Byblos in un esclusivo ristorante sul mare e una cena libera, per avventurarsi in libertà tra i sapori libanesi.

 

Mezzi di trasporto:

 

I trasferimenti sono previsti con mezzi di trasporto adeguati al numero di partecipanti, lasciando sempre qualche posto libero per un maggiore comfort.

 

Fino a 2 persone: auto (4 posti a disposizione)

Fino a 5 persone: minivan (7 posti a disposizione)

Fino a 7 persone: minibus (14 posti a disposizione)

Fino a 16 persone: microbus (27 posti a disposizione)

 

Mance:

 

Prevedere circa 50 Euro a persona (per un gruppo di 10 persone) da dare all’accompagnatore che provvederà a distribuirle alla guida locale e all’autista a fine viaggio

 

Sostenibilità:

 

In quanto Tour Operator che cerca di ispirare gli altri a prendersi cura del pianeta, Kel 12 si impegna a favore del turismo sostenibile e della qualità ambientale. Per questo abbiamo deciso, attraverso questo viaggio,  di sostenere i progetti dell’associazione libanese Jouzour Loubnan, che si occupa di tutela ambientale. Tra gli obiettivi dell’associazione ci sono la piantumazione, soprattutto nelle aree aride, di specie autoctone per aumentare l’area boschiva del Paese, ripristinare gli ecosistemi montani degradati e dare nuovo impulso agli habitat della fauna selvatica; la responsabilizzazione delle comunità locali a proteggere, gestire e promuovere i progetti di tutela; la promozione della consapevolezza ambientale tra le giovani generazioni.

Prendendo parte a questo viaggio, ogni partecipante contribuirà alla piantumazione di un cedrus libani (cedro del Libano) di 1-2 anni e di un’altezza di circa 20 centimetri. Alla fine del viaggio verrà consegnato un certificato con il proprio nome e le coordinate GPS del luogo dove è stato piantato il proprio albero.

 

Importante

Per questioni operative, di forza maggiore o scelte del corrispondente l’itinerario potrebbe subire variazioni, pur mantenendo le località e le visite previste.

 

Quota Individuale di partecipazione da Roma

 

Minimo 8 partecipanti€ 2.600,00

Con Esperto Kel 12 e guida locale parlante italiano.

Massimo 16 partecipanti

Supplementi per persona

Supplemento singola€ 430,00
Tasse aeroportuali/fuel surcharge€ 250,00
Alta stagione voli01/04/2020 – 30/04/2020 01/08/2020 – 31/08/2020€ 150,00
Suppl. partenza da altre città (su richiesta e soggetto a disponibilità)€ 250,00
ADEGUAMENTO VALUTARIO IN DOPPIA10/04/2015 – 10/04/2015 23/11/2019 – 23/11/2019€ 55,00
Prezzo Bloccato€ 70,00
Prezzo Bloccato Singola€ 85,00
ADEGUAMENTO VALUTARIO IN SINGOLA10/04/2015 – 10/04/2015 23/11/2019 – 23/11/2019€ 65,00
Base 2€ 650,00

 

Supplementi/Riduzioni da definire

Suppl. partenza da Milano Malpensa€ Da quotare.

 

Quota di gestione pratica € 80,00

 

Scheda Tecnica

 

A) Ogni nostro programma di viaggio riporta il tasso di cambio utilizzato per il calcolo delle quote e la percentuale pagata in valuta estera. Ogni programma di viaggio riporta altresì la validità dello stesso.

B) Le modalità e le condizioni di sostituzione del viaggiatore sono disciplinate dall’art. 39 del Codice del Turismo.

C) Richieste di variazioni alle pratiche o ai servizi già confermati potrebbero comportare costi aggiuntivi.

D) Al viaggiatore che receda dal contratto di viaggio prima della partenza, al di fuori delle ipotesi elencate al comma 1 dell’art. 10 delle condizioni generali di contratto di viaggio o nel caso previsto dall’art. 7 comma 2, indipendentemente dal pagamento dell’acconto di cui art. 7 comma 1, sarà addebitato l’importo della penale nella misura indicata qui di seguito:

– 10% fino a 45 giorni di calendario prima della partenza;

– 20% da 44 a 31 giorni di calendario prima della partenza;

– 30% da 30 a 18 giorni di calendario prima della partenza;

– 50% da 17 a 10 giorni di calendario prima della partenza;

– 75% da 9 giorni di calendario a 3 giorni lavorativi (escluso comunque il sabato) prima della partenza;

– 100% dopo tali termini.

Salvo diverse indicazioni presenti nel programma di viaggio.

Nessun rimborso sarà accordato a chi non si presenterà alla partenza o rinuncerà durante lo svolgimento del viaggio stesso.

Rimarrà sempre a carico del viaggiatore il costo individuale di gestione pratica, il corrispettivo di coperture assicurative ed altri servizi eventualmente già resi.

Il calcolo dei giorni per l’applicazione delle penali di annullamento inizia il giorno successivo alla data di comunicazione della cancellazione e non include il giorno della partenza.

La copertura assicurativa è un prerequisito alla conclusione del contratto.

 

Assicurazione

Ciascun passeggero all’atto della prenotazione sarà tenuto ad effettuare il pagamento del premio assicurativo relativo al costo individuale del viaggio, cosi come determinato dalla tabella premi seguente:

 

Costo individuale del viaggio fino aPremio individuale
€     500,00€ 24,00
€  1.000,00€ 40,00
€  2.000,00€ 68,00
€  3.000,00€ 98,00
€  4.000,00€ 128,00
€  5.000,00€ 159,00
€  6.000,00€ 190,00
€  7.000,00€ 200,00

 

 

Le condizioni di polizza sono riportate sul sito www.kel12.com e riguardano sia l’assicurazione medico-bagaglio che l’assicurazione che copre dal rischio delle penali di annullamento.

 

Il possesso dell’assicurazione è requisito indispensabile per l’effettuazione del viaggio.

 

N.B: dal 1° ottobre 2018 Tour Operator e agenzie di viaggio non posso emettere assicurazioni con un valore del premio individuale superiore a euro 200,00. In questi casi il viaggiatore dovrà provvedere direttamente alla stipula della polizza necessaria all’iscrizione al viaggio assistiti dalla propria agenzia di viaggio.

 

I prezzi sono stati calcolati in base al cambio (1 euro= 1,15 USD) e potranno  essere soggetti ad adeguamento valutario (valgono le condizioni di vendita da catalogo). La percentuale della quota pagata in valuta estera è del 55% del prezzo del viaggio.

 

 

LA QUOTA BASE COMPRENDE:

 

  • Voli di linea andata e ritorno da Roma e Milano
  • Servizio di assistenza aeroportuale a Roma e Milano
  • Trasferimenti privati da/per l’aeroporto di Beirut
  • 6 pernottamenti in hotel 5* e 1 pernottamento in hotel 4*
  • Servizio di pensione completa (tranne 1 cena a Byblos e il pranzo dell’ultimo giorno) con pasti in hotel / ristornati locali selezionati
  • Visite, escursioni ed ingressi come da programma
  • Accessi ai giardini dell’American University, alla Fiera Internazionale di Tripoli e all’Hammam
  • Guida locale parlante italiano
  • Esperto Kel 12
  • Trasferimenti in minivan / minibus / microbus a seconda del numero di partecipanti
  • Acqua a disposizione ogni giorno durante i trasferimenti e acqua e bibite analcoliche durante i pasti
  • Certificato personale dell’associazione Jouzour Loubnan con le coordinate GPS del cedro del Libano piantato grazie alla partecipazione a questo viaggio

 

 

LA QUOTA BASE NON COMPRENDE:

 

  • Bevande extra
  • Facchinaggio
  • Spese personali
  • Mance (prevedere circa 40 euro con un gruppo di 10 persone)
  • Tasse aeroportuali e fuel surcharge
  • Spese extra e tutto ciò che non sia esplicitamente menzionato nel programma di viaggio o alla voce “La quota base comprende”

 

PartenzaRientroStagionalitàNote
23/11/2019 (sabato)30/11/2019 (sabato)
22/02/2020 (sabato)29/02/2020 (sabato)
11/04/2020 (sabato)18/04/2020 (sabato) 

Alta Stagione Voli

30/05/2020 (sabato)06/06/2020 (sabato)
09/08/2020 (domenica)16/08/2020 (domenica) 

Alta Stagione Voli

10/10/2020 (sabato)17/10/2020 (sabato)
05/12/2020 (sabato)12/12/2020 (sabato)

 

Informazioni pratiche Libano

FORMALITÀ

È necessario il passaporto individuale con validità residua superiore ai sei mesi.

Per poter viaggiare in Libano è necessario l’ottenimento di un visto turistico ottenibile alla frontiera di ingresso (aeroportuale o terrestre) in Paese. I documenti necessari, da consegnare al momento della richiesta del visto sono: il biglietto A/R del volo e il passaporto con validità superiore a sei mesi. L’ingresso nel Paese non è consentito ai titolari di passaporto israeliano o qualora, sul passaporto di altra nazionalità (inclusi quelli italiani), sia stato apposto un visto d’ingresso in Israele. L’ingresso ai cittadini italiani nati in Palestina è soggetto a valutazione caso per caso e la decisione di entrata o meno in Paese sarà presa in frontiera da parte della General Security.

I controlli al momento del passaggio di frontiera sono molto ferrei e spesso il visitatore viene sottoposto a controlli da parte della Polizia e degli addetti alla dogana.

Tali controlli sono suscettibili di cambiamenti per cui è sempre meglio controllare, prima della partenza, il sito: www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/libano.html, all’interno del quale sono riportate tutte le news inerenti al Paese.

DISPOSIZIONI SANITARIE

Per il soggiorno in Libano non sono previste vaccinazioni obbligatorie per chi proviene dall’Europa, mentre è obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla per tutti i viaggiatori di età superiore a 9 mesi provenienti da Paesi a rischio di trasmissione della malattia. Non sono presenti malattie endemiche.

 

CLIMA

In Libano il clima è mediterraneo sulla costa e continentale nelle zone interne, occupate da catene montuose e vallate.  Le precipitazioni si verificano soltanto tra ottobre e aprile e più raramente a maggio; mentre sono più abbondanti nel periodo invernale.
In primavera, e più raramente in autunno, il Libano può essere interessato da un forte vento dal deserto, detto khamsin, che può provocare repentini aumenti di temperatura e scatenare tempeste di sabbia.

Le stagioni intermedie sono quelle considerate migliori per visitare il Libano.

BEIRUT – Temperature medie annuali
MeseGenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDic
Min (°C)111113151822242524211613
Max (°C)171820232528303130282319

 

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO

È consigliato un abbigliamento pratico e comodo, con capi leggeri per l’estate, senza dimenticare una giacca leggera o un maglioncino per la sera, quando le temperature tendono a calare, e capi più pesanti per l’inverno. Consigliamo inoltre, scarpe da ginnastica comode per poter affrontare il tour con il maggior comfort possibile. All’interno dei luoghi di culto è obbligatorio indossare abiti con maniche e pantaloni lunghi, ma in generale, è sconsigliato indossare pantaloncini o canottiere e vestiti particolarmente scollati e succinti.

Da non dimenticare: occhiali da sole – cappellino da sole – torcia elettrica con batterie di ricambio – farmacia personale – creme solari di protezione – crema idratante – burro cacao per labbra – rullini/memocard di riserva.

 

FUSO ORARIO

+1h rispetto all’Italia; +2h quando vige l’ora legale.

 

VALUTA

La valuta che ha valore legale in Libano è la Lira libanese (LBP). Tasso di cambio fisso con il dollaro (1 USD = 1500 LBP). Consigliamo vivamente però, di verificare sempre prima della partenza il cambio attuale.

È possibile prelevare denaro dagli sportelli automatici delle numerose banche in città e dai bancomat presenti in aeroporto. I dollari vengono accettai quasi ovunque; più raramente anche gli euro.

Attenzione: le banche sono aperte soltanto la mattina, dalle ore 8:30 alle ore 12:30 (fino alle 12:00 il sabato). I traveller’s cheque sono accettati soltanto dai maggiori hotel, mentre le carte di credito sono utilizzate più frequentemente. I bancomat sono invece, soggetti a cauzione.

 

DISPOSIZIONI DOGANALI

Dal 26 giugno 2012 tutti i minori italiani che viaggiano devono essere muniti di documento di viaggio individuale. Pertanto, a partire dalla predetta data i minori, anche se iscritti sui passaporti dei genitori in data antecedente al 25 novembre 2009, devono essere in possesso di passaporto individuale oppure, qualora gli Stati attraversati ne riconoscano la validità, o di carta d’identità valida per l’espatrio. Dal 2010 è prevista la possibilità di chiedere, agli Uffici competenti a rilasciare il documento, che i nomi dei genitori vengano riportati sul passaporto. Qualora tale indicazione non dovesse essere presente, prima di intraprendere il viaggio si consiglia di munirsi di un certificato di stato di famiglia o di estratto di nascita del minore da esibire in frontiera qualora le autorità lo richiedano. Si ricorda che ai sensi della Circolare 1 del 27 gennaio 2012 del Ministero degli Interni “la carta d’identità valida per l’espatrio rilasciata ai minori di età inferiore agli anni quattordici può riportare, a richiesta, il nome dei genitori o di chi ne fa le veci. Per quanto riguarda l’importazione di armi e munizioni: è necessaria la richiesta preventiva di permesso di importazione da parte del Ministero della Difesa che successivamente rilascia il porto d’armi.

 

LINGUA

L’arabo è la lingua ufficiale del Libano, per quanto anche l’inglese sia molto utilizzato, soprattutto negli ambienti degli affari. Un’altra lingua molto diffusa è il francese, considerata la lingua dell’élite letterata.

La comunità armena conserva il proprio idioma (affiancato alla lingua araba).

 

 

RELIGIONE

Il Libano è un paese membro della Lega araba, pur con le sue particolari caratteristiche multiconfessionali, infatti sono riconosciute ufficialmente ben 18 confessioni religiose. Tra le principali troviamo: cristiani (maroniti, ortodossi, armeni) e musulmani (sunniti, sciiti, alawiti e drusi). Vi è anche una piccolissima comunità ebraica di circa cento individui. Se un tempo i cristiani costituivano la maggioranza, attualmente, almeno secondo le ultime stime, il 60% della popolazione libanese corrisponderebbe a persone di religione musulmana.

 

PREFISSI TELEFONICI

Per telefonare dall’Italia il prefisso è: 00961

Per chiamare l’Italia, invece comporre lo 0039

Esistono due compagnie locali: Alfa e MTC Touch. La copertura del territorio è quasi totale; sono escluse solo alcune zone montagnose interne. È funzionante il servizio di “roaming”. Per utilizzare un apparecchio CB (radioamatore) è necessario avere uno speciale permesso rilasciato dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni al seguente indirizzo: Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, Piazza Riad El Solh Edificio del Ministero – Beirut tel: 00961 1 979899 300000

 

CINE/FOTO

Non esistono limitazioni per videocamere, apparecchi fotografici di qualsiasi tipo. Si raccomanda vivamente di portare con sé un buon numero di memocard e batterie di scorta.

In Libano vi sono diversi luoghi in cui vigono restrizioni per quanto riguarda l’utilizzo di dispositivi fotografici e video.

CHIESE: è vietato usare la macchina fotografica all’interno di alcuni edifici di culto. In caso di tali proibizioni è solitamente, nei pressi dell’entrata, affisso un cartello indicante le regole da rispettare.

ZONE MILITARI come aeroporti, installazioni e automezzi militari, edifici governativi, militari in divisa, polizia e caserme. fatto così, poi, dopo aver svoltato l’angolo, la tiravo fuori di nuovo, ma facendo attenzione di essermi allontana a sufficienza dalla zona vietata.

Consigliamo poi di chiedere sempre il permesso per fotografare le persone, specialmente le donne, e di evitare anche le moschee durante le ore di preghiera.

 

VOLTAGGIO

Tensione: 110/200 Volt

Frequenza: 50 Hz

Note: la frequenza di rete è poco stabile

 

CUCINA

La cucina libanese ha la fama di essere tra le migliori dell’area mediorientale per la sua capacità di fondere elementi arabi e turchi con prodotti tipicamente francesi, creando così, dei piatti dal gusto originale. L’uso del pesce, al forno o fritto, è diffuso soprattutto lungo la costa. Le pietanze a base di carne, in particolare bovina, suina e di agnello, sono invece, più diffuse a Beirut e nelle regioni interne. La produzione di dolci è molto sviluppata, mentre come frutta sono molto diffusi gli agrumi come per esempio: aranci, mandarini e cedri, che danno vita ad ottime spremute. Un piatto Tipico della cucina libanese è il mezze, che è simile alla tapas spagnola e viene servito come antipasto. Tra le bevande, oltra a birra e vino della regione Bekaa, è famoso l’Arak, un distillato d’eccellenza a base di alcool d’uva e anice verde.

 

ACQUISTI

Per coloro interessati a portare con sé, al loro ritorno, un ricordo del Libano, sono molti i prodotti tipici, in particolare quelli legati all’artigianato. Famosi e pregiati i tappeti e i gioielli ma anche le ceramiche e le lavorazioni in vetro soffiato e ferro battuto. Solitamente i negozi, durante la settimana, sono aperti dalle ore 9:00 alle ore 18:00.

 

Informazioni generali

NORME E SUGGERIMENTI RELATIVI AL VOLO 

Biglietto aereo

Desideriamo portare alla vostra attenzione, che dal 1 giugno 2008, in conformità con le disposizioni IATA (International Air Transport Association: associazione internazionale che rappresenta 240 compagnie aeree e il 94% del traffico aereo internazionale di linea), non si potranno più emettere biglietti aerei cartacei. Questi documenti di viaggio sono stati sostituiti dai biglietti elettronici, gli e-tkt, che garantiscono il metodo più efficiente di emissione e gestione del trasporto aereo, migliorando inoltre il servizio per i viaggiatori.

Cos’è un biglietto elettronico? Un biglietto elettronico (e-ticket o ET) contiene in formato elettronico tutte le informazioni che prima venivano stampate sul biglietto cartaceo. L’unico foglio di cui si ha bisogno è “l’itinerary receipt” (in formato A4) che vi verrà consegnato assieme ai documenti di viaggio e che rappresenta la ricevuta del passeggero e la conferma dell’avvenuta emissione del biglietto aereo. Riporta tutti gli estremi dettagliati dei voli prenotati per vostro conto, il codice di conferma del vettore aereo, il numero di biglietto elettronico emesso e i vostri nominativi come da passaporto. Questo documento dovrà essere custodito con cura e presentato direttamente al banco di accettazione del volo. E’ importantissimo che al momento della prenotazione comunichiate il vostro nome esatto come da passaporto (anche secondo nome o cognome se li avete).

Articoli consentiti in cabina (bagaglio a mano):

  • un bagaglio a mano la cui somma delle dimensioni (lunghezza + altezza + profondità) non superi complessivamente i 115 cm (come previsto dal DM 001/36 del 28 gennaio 1987)
  • una borsetta o borsa porta-documenti o personal computer portatile
  • un apparecchio fotografico, videocamera o lettore di CD
  • un soprabito o impermeabile
  • un ombrello o bastone da passeggio
  • un paio di stampelle o altro mezzo per deambulare
  • articoli da lettura per il viaggio
  • culla portatile/passeggino e latte/cibo per bambini, necessario per il viaggio
  • articoli acquistati presso i “duty free” ed esercizi commerciali all’interno dell’aeroporto e sugli aeromobili
  • medicinali liquidi/solidi indispensabili per scopi medico-terapeutici e dietetici strettamente personali e necessari per la durata del viaggio. Per quanto riguarda i predetti medicinali liquidi è necessaria apposita prescrizione medica
  • liquidi, contenuti in recipienti individuali di capacità non superiore a 100 millilitri o equivalente (es. 100 grammi), da trasportare in una busta/sacchetto/borsa di plastica trasparente, richiudibile, completamente chiusa, di capacità non eccedente 1 litro (ovvero di dimensioni pari, ad esempio, a circa cm 18 x 20) separatamente dall’altro bagaglio a mano.

Nota: i liquidi in questione comprendono acqua e altre bevande, minestre, sciroppi, creme, lozioni e oli, profumi, spray, gel, inclusi quelli per i capelli e per la doccia, contenuto di recipienti sotto pressione, incluse schiume da barba, deodoranti, sostanze in pasta, incluso dentifricio, miscele di liquidi e solidi, mascara, ogni altro prodotto di analoga consistenza. Per busta di plastica/sacchetto trasparente richiudibile deve intendersi un contenitore che consente di vedere facilmente il contenuto, senza che sia necessario aprirlo e che sia dotato di un sistema integralmente sigillante, come zip oppure chiusure a pressione o comunque una chiusura che dopo essere stata aperta possa essere richiusa.

É raccomandabile includere nel bagaglio a mano l’occorrente per la notte e un golf, utili in caso di ritardata consegna del bagaglio all’arrivo. Attenzione invece a non includere coltellino multiuso, forbicine, tagliaunghie, ecc.

 

Bagaglio da spedire a seguito del passeggero

Si consiglia l’uso di lucchetto e di mettere un’etichetta con proprio nome e recapito anche all’interno del bagaglio.

Preghiamo leggere le informazioni date in ogni itinerario poiché le disposizioni spesso sono diverse e limitano ulteriormente il peso per motivi di sicurezza; se si superano i limiti imposti, questo può comportare un costo elevato.

 

Articoli vietati nel bagaglio

  • E’ vietato il trasporto nella stiva dei seguenti articoli:
  • esplosivi, fra cui detonatori, micce, granate, mine ed esplosivi
  • gas compressi (infiammabili, non infiammabili, refrigeranti, irritanti e velenosi) come i gas da campeggio, bombolette spray per difesa personale, pistole lanciarazzi e pistole per starter
  • sostanze infiammabili (liquide e solide) compreso alcool superiore a 70 gradi; sostanze infettive e velenose
  • sostanze corrosive, radioattive, ossidanti o magnetizzanti
  • congegni di allarme
  • torcia subacquea con batterie inserite

 

Modalità di reclamo:

In caso di MANCATA RICONSEGNA/DANNEGGIAMENTO del bagaglio registrato (il bagaglio consegnato al momento dell’accettazione e per il quale viene emesso il “Talloncino di Identificazione Bagaglio”) all’arrivo a destinazione si deve APRIRE UN RAPPORTO DI SMARRIMENTO O DI DANNEGGIAMENTO BAGAGLIO facendo contestare l’evento, prima di lasciare l’area riconsegna bagagli, presso gli Uffici Lost and Found dell’aeroporto di arrivo, compilando gli appositi moduli, comunemente denominati P.I.R – Property Irregularity Report.

 

SMARRIMENTO DEL BAGAGLIO – Se entro 21 giorni dall’apertura del “Rapporto di smarrimento bagaglio” non fossero state ricevute notizie sul ritrovamento, inviare tutta la documentazione di seguito specificata all’Ufficio Relazioni Clientela e/o Assistenza Bagagli della compagnia aerea con la quale si è viaggiato per l’avvio della pratica di risarcimento.

RITROVAMENTO DEL BAGAGLIO SMARRITO – In caso di ritrovamento del bagaglio, entro 21 giorni dalla data di effettiva avvenuta riconsegna, inviare tutta la documentazione di seguito specificata all’Ufficio Relazioni Clientela e/o Assistenza Bagagli della compagnia aerea con la quale si è viaggiato per l’avvio della pratica di risarcimento delle spese sostenute.

Documentazione necessaria per entrambi i casi:

  • il codice di prenotazione del volo in caso di acquisto via internet oppure l’originale della ricevuta in caso di biglietto cartaceo;
  • l’originale del P.I.R rilasciato in aeroporto;
  • l’originale del talloncino di identificazione del bagaglio e la prova dell’eventuale avvenuto pagamento dell’eccedenza del bagaglio;
  • un elenco del contenuto del bagaglio nel caso di bagaglio smarrito;
  • un elenco dell’eventuale contenuto mancante nel caso di bagaglio ritrovato;
  • gli originali degli scontrini e/o ricevute fiscali nei quali sia riportata la tipologia della merce acquistata (in relazione alla durata dell’attesa) in sostituzione dei propri effetti personali contenuti nel bagaglio;
  • indicazione delle coordinate bancarie complete: nome e indirizzo della Banca, codici IBAN, ABI, CAB, numero di C/C, codice SWIFT nel caso di conto estero e nome del titolare del conto corrente; se i suddetti dati non si riferiscono all’intestatario della pratica, specificare anche l’indirizzo di residenza, numero di telefono, numero di fax (se disponibile), l’indirizzo e-mail (se disponibile).

 

Importante – “Partenze da altre città”

La normativa aerea è estremamente complessa e articolata. Riteniamo quindi doveroso darvi alcune indicazioni, confermandovi che, comunque, tutto lo staff addetto alle prenotazioni resta a disposizione per informazioni, consigli, chiarimenti.

Le partenze da “altre città” diverse da quelle pubblicate in catalogo, sono quasi sempre possibili ma, soprattutto se non sono operate dallo stesso vettore della tratta internazionale, seguono disposizioni particolari che è giusto conoscere, anche perché eventuali ritardi/cancellazioni o altro non comportano responsabilità né dei vettori né della Kel12. Eseguiremo tutte le pratiche necessarie per farvi partire nel modo più comodo e dalla città che preferite, ma con le opportune avvertenze e informandovi che, se non esiste un accordo tra la compagnia che opera il volo internazionale e quelle che effettuano la prima tratta, devono essere emessi due biglietti differenti e questo comporta a volte la necessità di un doppio imbarco dei bagagli. Informandovi inoltre che la perdita del volo internazionale non comporta riprotezione, rimborsi o assunzione delle eventuali spese di hotel da parte della compagnia aerea e di Kel 12.

In base al Contratto di  Trasporto, i vettori faranno il possibile per trasportare i passeggeri e i bagagli con ragionevole speditezza. I vettori possono sostituire senza preavviso altri vettori e l’aeromobile, e possono modificare e omettere, in caso di necessità, le località di fermata indicate sul biglietto. Gli orari possono essere variati e non costituiscono elemento essenziale del contratto. I vettori non assumono responsabilità per le coincidenze.

 

 

INFORMAZIONI RELATIVE AL VIAGGIO

Documenti per l’espatrio

Ricordiamo che, considerata la variabilità della normativa in materia, le informazioni relative ai documenti di espatrio sono da considerarsi indicative e riguardano esclusivamente cittadini italiani e maggiorenni. Ogni partecipante è tenuto a controllare personalmente la validità del proprio passaporto (che normalmente non deve scadere entro sei mesi dalla data di ingresso nel paese), la presenza di diverse pagine libere (il numero varia a seconda dell’itinerario scelto e dunque visti necessari). Si consiglia di avere sempre con sé una copia conforme all’originale del passaporto e di eventuali vaccinazioni internazionali, e di tenerle separate dai documenti originali. L’impossibilità per il cliente di iniziare e/o proseguire il viaggio a causa della mancanza e/o dell’irregolarità dei prescritti documenti personali (passaporto, carta d’identità, vaccinazioni, etc.) non comporta responsabilità dell’organizzatore.

 

MARCA DA BOLLO ABOLITA DAL 24/6/2014

Dal 24 giugno 2014 è abolita la tassa annuale del passaporto ordinario da € 40,29. Pertanto tuti i passaporti, anche quelli già emessi, saranno validi fino alla data di scadenza riportata all’interno del documento per tutti i viaggi, inclusi quelli extra UE, senza che sia più necessario pagare la tassa annuale da € 40,29

 

www.poliziadistato.it/articolo/10301-Il_Rilascio/

 

Segnaliamo a chi viaggia con minori che posso esserci particolari limitazioni per ciascun paese riguardanti la necessità di avere copia CERTIFICATO di NASCITA, o altri documenti vi preghiamo di verificarlo con largo anticipo prima della partenza

 

Norme valutarie in Italia

Ai sensi del Reg. CE 1889/2005 del 26.10.2005 (aggiornamento del 15.06.2007) ogni persona fisica in entrata o in uscita dall’Unione Europea ha l’obbligo di dichiarazione in DOGANA delle somme di denaro contante e strumenti negoziabili al portatore trasportati d’importo pari o superiore a 10.000 euro.

 

Assicurazioni

Per quanto riguarda le disposizioni assicurative vi invitiamo a leggere con attenzione la relativa polizza. In caso di sinistro, malattia o infortunio durante il viaggio, Vi preghiamo di provvedere immediatamente a informare l’assicurazione comunicando il numero indicato nella polizza ricevuta con i documenti di viaggio.

 

Imprevisti

Gli itinerari pubblicati sono stati elaborati in modo da essere realizzati con puntualità e precisione. Particolari situazioni possono tuttavia determinare variazioni nello svolgimento dei servizi previsti: voli, orari, itinerari aerei e alberghi possono essere modificati a discrezione dei vari fornitori e sostituiti con servizi di pari livello. Il verificarsi di cause di forza maggiore quali scioperi, avverse condizioni atmosferiche, calamità naturali, disordini civili e militari, sommosse, atti di terrorismo e banditismo e altri fatti simili non sono imputabili all’organizzazione. Eventuali spese supplementari sostenute dal partecipante non potranno pertanto essere rimborsate, e non lo saranno le prestazioni che per tali cause dovessero venir meno e non fossero recuperabili. Inoltre l’organizzazione non è responsabile del mancato utilizzo di servizi dovuto a ritardi o cancellazioni dei vettori aerei.

 

Disservizi

Come indicato nelle Condizioni di Partecipazione, eventuali contestazioni in merito a difformità di prestazioni rispetto a quanto contrattualmente previsto, rilevate in corso di viaggio, dovranno essere riferite quando e se possibile al nostro rappresentante sul luogo. E’ comunque necessaria la notifica scritta a Kel 12 entro 10 giorni dalla data di rientro in Italia. Le eventuali richieste di rimborso relative a servizi non usufruiti saranno documentate da una dichiarazione che richiederete al rappresentate locale, e che attesterà il mancato godimento dei servizi stessi.

 

Convenzione CITES

Il 1° giugno 1997 è entrato in vigore il Regolamento Comunitario che dà attuazione alla Convenzione CITES di Washington a proposito d’importazione di animali e parti di animali protetti perché a rischio di estinzione. Sono previste multe fino a 130.000 euro per chi porta in Italia souvenir realizzati con animali protetti, animali vivi, anche se acquistati legalmente nel paese di origine.

 

Comunicazione obbligatoria ai sensi dell’articolo 17 della Legge n. 38/2006:

“La legge italiana punisce con la pena della reclusione i reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile, anche se gli stessi sono commessi all’estero”.

 

Data ultimo aggiornamento 15/07/2019